Il mago

Il Mago - La rivista dei fumetti e dell'umorismo

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Il mago


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Il mago è una rivista di fumetti che appare nelle edicole nell'aprile 1972 con l'intenzione, nemmeno troppo velata, di fare concorrenza alla rivista linus già attiva dal 1965 che sta ottenendo un notevole successo. La periodicità è mensile.

Il mago, edito da Mondadori, nasce comunque per contribuire alla diffusione della cultura fumettistica di qualità portata avanti da Rizzoli/Milano Libri con linus. Il direttore dei primi numeri della rivista è Mario Spagnol, che vantava già dal 1968 la direzione della collana Oscar Mondadori nella quale aveva avuto la felice intuizione di inserire anche opere a fumetti. Dal numero 7 della rivista la direzione passa alla rinomata coppia di scrittori Carlo Fruttero e Franco Lucentini. Quella che sarà l'anima de Il mago, Beppi Zancan, appare come redattore capo dal n. 15 ma col tempo diventerà direttore e seguirà le vicende della rivista fino alla chiusura della stessa nel dicembre 1980.

La rivista riserva un ampio spazio a strisce e tavole umoristiche ma non si limita a questo ospitando anche storie e racconti a fumetti di varia qualità e spessore, dal genere poliziesco all'avventuroso a storie meno agevolmente catalogabili e di grande spessore.

I primi 33 numeri della rivista sono stampati in uno spettacolare formato gigante (cm 24x34) che purtroppo, per gli eccessivi costi, non può essere mantenuto. Così i numeri successivi sono stampati in un formato più o meno simile a quello dei concorrenti diretti, linus ed Eureka, ovvero con dimensioni 19,5 x 27 cm.

Il design della rivista, così come la grafica del titolo, varia spesso nel corso del tempo. Già dal numero 7 (in corrispondenza dell'ingresso nella rivista di Fruttero e Lucentini) il titolo, l'indice ed altri elementi della rivista cambiano aspetto. Ma non sarà l'unica occasione ed il design della rivista continuerà a cambiare nel corso degli anni (anche l'idea di una sezione circolare nell'immagine di copertina con cui giocare verrà col tempo abbandonata). La rivista utilizza come sottotitolo "La rivista dei fumetti e dell'umorismo". I primi due numeri riportavano in realtà esclusivamente la dicitura "La rivista dei fumetti". Col tempo il sottotitolo scomparirà del tutto.

Fin dai primi numeri troviamo autori di altissimo livello che manifestano la linea editoriale della rivista. Si alternano fumetti umoristici e fumetti d'avventura, fumetti contemporanei e vecchi classici rispolverati (o magari proposti per la prima volta).

Sulla copertina del primo numero campeggia in primo piano il personaggio di Mafalda di Quino, sebbene gli altri fumetti presenti sulla rivista facciano capolino fra copertina e quarta di copertina. Sfogliando le pagine del primo numero troviamo Sherman (il piede) di Jack Wohl, varie tavole e vignette di Quino e le striscie di Mafalda, le striscie del mago Wiz di Parker e Hart, del B.C. di Johnny Hart, di Momma di Mell Lazarus, le vignette di Hazel di Ted Key e le striscie di Blondie di Chic Young. Ed ancora, la felicissima intuizione della pubblicazione delle striscie di Sappo, personaggio meno noto di Segar, il creatore di Braccio di Ferro e la riproposizione di Ahi Flitt! episodio del fumetto Pippo, Pertica e Palla di Jacovitti datato 1945 avente come bersaglio la feroce stupidità delle dittature. Chiudono il tutto i fumetti avventurosi Buz Sawyer di Roy Crane e Jim della giungla di Alex Raymond. Sul versante non fumettistico abbiamo gli epigrammi di Gino Patroni e vari articoli e rubriche. Inoltre spesso i fumetti sono preceduti da una scheda esplicativa sul personaggio o sull'autore. I fumetti che rappresentano riproposizione di vecchie opere sono evidenziati come "fumetti d'annata" e riproposti con bella evidenza dell'anno di pubblicazione.

Come si può vedere si tratta di un primo numero di tutto rispetto costituito da 100 pagine in grande formato. La formula del primo numero si ripeterà ma vedremo che ci saranno anche importanti novità nel futuro. Rispetto a linus il mensile non ha una connotazione politica e l'aspetto fumettistico è di gran lunga prevalente rispetto a quello editoriale. Linus sembrava invece cercare un equilibrio fra fumetto, politica, attualità e cultura facendo ampio ricorso anche a sezioni di articoli e redazionali ed ospitando nomi di spicco del panorama culturale italiano.

I numeri successivi della rivista continuano ad ospitare le grandi strisce ed i grandi autori umoristici (Sappo, Mafalda, B.C., etc.), continua la riproposizione delle opere di Jacovitti (ad esempio con il Don Chisciotte) e la pubblicazione di nuove storie avventurose (come il Cisco Kid di Solinas) e talvolta quasi horror (Barnabas, il vampiro buono di Ken Bruce Bald). Fa la sua comparsa Mio Mao (nome italiano per il personaggio di Felix the Cat di Pat Sullivan) e la nuova punta di diamante di Asterix, il famosissimo fumetto di Goscinny ed Uderzo (a partire dal numero 4). Ma già dal terzo numero della rivista i lettori hanno potuto ammirare una nuova grande coppia di autori che proponeva un autentico capolavoro, stiamo parlando di Hector G. Oesterheld ed Alberto Breccia e della loro creatura Mort Cinder. La rivista non ha paura di proporre opere affascinanti ed impegnative e dopo aver terminato le storie di Mort Cinder si impegnarà a pubblicare anche le storie del Ciclo di Cthulhu di Breccia e Buscaglia, adattamenti dai racconti di Lovecraft.

Sarebbe arduo fare un elenco di tutte le opere e gli autori apparsi sulle pagine della rivista, ci limitiamo a fornire un elenco superficiale delle principali opere pubblicate sulla rivista nel corso degli anni per fare intuire la linea editoriale seguita dalla rivista: il Dick Tracy di Chester Gould, il Lucky Luke di Goscinny e Morris, le vignette di Mordillo, Wonder Woman, le striscie di Catfish di Rog Bollen e Gary Peterman, le striscie de Il letale ospedale del dottor Smock di Lemont ed i terribili Bibì e Bibò di Knerr. La rivista ospita anche il francese Druillet col personaggio di Lone Sloane e prosegue il suo filone poliziesco/avventuroso con le avventure di Rip Kirby. Ed anche l'intramontabile Al Capp entrerà a far parte della nutrita schiera degli autori ospiti della rivista.

Col tempo Il mago avrà anche un notevole rilievo nel reperire e pubblicare gran parte della produzione di Segar relativa al personaggio di Braccio di Ferro. E proprio sull'ultimo numero della rivista, il 105, Beppi Zancan cercherà di riorganizzare e segnalare tutta la bibliografia italiana sul grande personaggio.

Ma un aspetto importante nel nuovo corso della rivista deriverà dalla scelta di Beppi Zancan di individuare e dare spazio a nuovi autori. Da questa intuizione e dal fiuto di Zancan per le nuove leve nasceranno le collaborazioni con l'allora ignoto Vittorio Giardino, ancora acerbo nel tratto e nello stile (e col suo personaggio di Sam Pezzo), con il surreale Daniele Panebarco (ed il suo folle investigatore privato Big Sleeping), con l'assurdo Massimo Cavezzali (ed il suo divertentissimo agente segreto russo Ivan Timbrovic).

Chiaramente si tratta solamente di alcuni degli autori che saranno lanciati dalla rivista. Non tutti chiaramente troveranno il successo, ma sulle pagine della rivista trovernno ospitalità anche Giacon, Origone (con le striscie faraoniche di Nilus) e farà una fugace apparizione un ancora sconosciuto Filippo Scozzari, firmandosi con lo pseudonimo di Winslow Leech.

In seguito anche autori italiani già affermati troveranno spazio sulle pagine della rivista, ad esempio Guido Crepax col suo personaggio di Anita e Magnus con il suo Milady nel 3000, magari nel tentativo di ridare ossigeno ad una rivista ormai in difficoltà che tenta anche la carta del fumetto un po' sexy. Come anche la discinta eroina Axa, sexy protagonsita dell'omonimo fumetto avventuroso di Avenell e Romero pubblicata a partire dal numero 93. Non vanno dimenticati Sclavi e Cavazzano con Altai & Jonson.

I nomi ed i personaggi tralasciati nell'elenco presentato sono ovviamente tantissimi e di altissimo livello.

Da segnalare come nel corso del tempo numerosi dei fumetti pubblicati sulla rivista, in particolare quelli di maggior successo, troveranno una ulteriore via di distribuzione nel ricco catalogo degli Oscar Mondadori, nel quale molti di loro andranno inevitabilmente a sfociare.

La rivista ha senza dubbio avuto un grande rilievo nel panorama fumettistico degli anni '70, sia per la proposizione o riproposizione di vecchi classici più o meno noti (dal Dick Tracy pubblicato anche dal concorrente linus al poco conosciuto Sappo di Segar) che per la proposizione di nuovi autori e la scoperta di  giovani promesse (come il già citato Vittorio Giardino).

Alla rivista Il Mago si sono affiancati, dall'ottobre 1976 al settembre 1977, dodici volumi monografici dedicati ad altrettanti personaggi pubblicati su Il mago (Blondie, Catfish, Momma, Hi & Lois, Mafalda, Braccio di Ferro, Dr. Smock, Blondie, Animal Crackers, Nilus, Catfish, Mafalda) in una collana chiamata Il Mago Humor.

Purtroppo le vendite non sufficienti hanno portato alla chiusura della rivista. La casa editrice ha ceduto i diritti sulla testata a Beppi Zancan ma l'ipotizzata riapertura della rivista è stata purtroppo una occasione mancata, impossibile da realizzare.

La rivista Il Mago tenta una nuova pubblicazione per l'editore Publimilano nel 1983 ma chiude dopo appena 5 numeri.

 

(20/08/2009)

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