Bonaventura. La banda del corrierino
Un tuffo nel passato con alcuni dei migliori fumetti pubblicati sulle pagine del Corriere dei Piccoli; è questo quello che propone il 24mo volume della collana 100 anni di fumetto italiano dal titolo Bonaventura. La banda del corrierino.
E se la copertina è dedicata all'estroverso Signor Bonaventura creato da Sergio Tofano sono molti i personaggi che si alternano sulle pagine dell'albo: Bilbolbul di Attilio Mussino, Pierino e Il collegio La Delizia di Antonio Rubino, Marmittone di Bruno Angoletta, Sor Pampurio di Carlo Bisi, Pier Lambicchi e Macarietto di Giovanni Manca, Gibernetta di Carlo Triberti e Leo Cimpellin, Redipicchie e Il paese dell'alfabeto di Luciano Bottaro, Walkie e Talkie di Giorgio Pezzin e Giorgio Cavazzano, Pimpa di Altan ed I Ronfi di Adriano Carnevali...
Protocollo

Carlo Lucarelli, narratore, saggista e presentatore televisivo, spesso impegnato sul registro del misterioso e del poliziesco, indagatore di misteri insoluti, si presta in questo caso al fumetto (o a qualcosa che al fumetto si avvicina) con la realizzazione dell'opera Protocollo, che vede ai disegni (o meglio alla fotografia, al fotoritocco ed alle arti visive) Mauro Bolognesi.
Protocollo non costituisce la prima incursione fumettistica di Lucarelli che ha già dato vita ad una versione a fumetti del suo Ispettore Coliandro, per i disegni di Catacchio.
Come dicevamo Protocollo non è un vero e proprio fumetto, per certi versi potrebbe essere più simile ad un fotoromanzo in quanto la componente fotografica è molto maggiore rispetto alla presenza di disegni ed illustrazioni. Ma i dialoghi sono ridotti all'osso in quanto il fumetto si basa principalmente sui ricordi ed i pensieri del protagonista e la componente fotografica è ampiamente sottoposta a rielaborazione, ritocco, collage, commistione. Non è ignota sicuramente a Bolognesi l'opera di Dave McKean, da cui ad ogni modo il suo stile differisce molto.
Protocollo non è un fumetto tradizionale anche perché è costruito come un diario, una raccolta di documenti attraverso cui ricostruiamo la storia del protagonista. Quindi le interazioni fra i vari personaggi, i dialoghi, la narrazione sequenziale non sono esattamente l'oggetto del fumetto. L'interesse è probabilmente maggiore nel cercare di trovare un linguaggio o di creare un universo particolare piuttosto che nel cercare di raccontare una storia. La predilezione per la componente visiva del fumetto fa sì che talvolta Protocollo sia reperibile nelle librerie nella sezione fotografia anziché in quella dedicata al fumetto.
Fox lo sceriffo

Lo sceriffo Fox rappresenta una delle prime incursioni italiane nel bizzarro mondo del western umoristico, per certi versi un precursore degli spaghetti-western italiani, con sparatorie che non procureranno mai morti o feriti, ed una componente demenziale o divertente a farla da padrone.
Si tratta di un fumetto per ragazzi nato nel 1948 (poco dopo la nascita di Tex) dalla fantasia di Giorgio Rebuffi, grande disegnatore che ha regalato numerosi indimenticabili personaggi al pubblico di bambini di quegli anni, lavorando su personaggi come Tiramolla, Cucciolo, e l'irresistibilmente divertente lupo della steppa Pugacioff.
Le avventure dello sceriffo Fox solitamente si concludono in poche tavole, sono apertamente destinate ad un pubblico di bambini giocando sui personaggi classici del genere western. I protagonisti del fumetto sono animali antropomorfi, lo sceriffo Fox è un corvo o una cornacchia, il suo vice è il coniglio Conny ed il loro principale avversario è il gatto Baffos. Lo sceriffo Fox è pertanto il classico eroe senza macchia e senza paura pronto a sventare i piani del cattivo di turno, solitamente Baffos, mentre l'elemento comico è principalmente rappresentato dal personaggio del coniglio Conny, che per tenere fede alla sua natura di coniglio ha una paura folle nell'affrontare nemici, ostacoli e pericoli.
Rebuffi crea il personaggio dello sceriffo Fox quando ha appena 21 anni pubblicandone le avventure a partire dal 1948 per le Edizioni Alpe sulle pagine del periodico Gaie Fantasie...
Bad Cat

Bad Cat è il titolo di un fumetto creato da Danilo Maramotti nel 1988 per la rivista Corto Maltese.
L'ambientazione è quella che l'autore sembra da sempre prediligere; i ruggenti anni '50 in una grande metropoli americana; la stessa che ha fatto da sfondo ad altri fumetti di Maramotti, ad esempio Mister Loco.
Le storie sono un efficace mix di giallo, noir ed azione ma il fumetto non si prende sul serio, gioca coi cliché del genere, ed è costantemente accompagnato da una gradevole dose di autoironia.
La Bad Cat del titolo è, in un primo momento, soltanto la protagonista di una serie di libri di successo pubblicati da Wilbur White, scrittore di romanzi pulp decisamente impacciato con il gentil sesso. La Bad Cat dei romanzi, a differenza della protagonista del fumetto (decisamente più umana e vulnerabile), è un'eroina dura e pura alle prese con criminali di ogni tipo.
I protagonisti del fumetto sono, oltre allo scrittore, la giornalista mangiauomini Lorna Lighter e la segrataria di redazione ed aspirante giornalista Elsa Schwarz.
Sarà proprio Elsa a dare vita a Bad Cat nel mondo reale, quando si troverà casualmente vestita da donna gatto e vedrà l'effetto che il costume ha su criminali e delinquenti di ogni genere. La fama dei romanzi di White fa si che la semplice apparizione di Elsa vestita da donna gatto porti lo sgomento tra le fila dei criminali, anche se sarà quasi sempre l'aiuto esterno a consentire alla ragazza di salvarsi.
Dopo il primo, involontario, successo nelle vesti di Bad Cat, Elsa si porterà dietro il costume...
Un piccolo delitto (A Small Killing)

A Small Killing - Un piccolo delitto è sicuramente uno dei meno noti capolavori di Alan Moore ed uno dei suoi fumetti più personali ed originali. Questa considerazione è confermata dal fatto che si tratta di una delle opere meno pubblicate dell'autore (almeno in Italia), benché ormai il nome di Moore basti a far ristampare anche le opere giovanili di questo geniale autore.
Ad accompagnare Moore in quest'avventura c'è l'illustratore argentino Oscar Zarate, autore forse poco noto ma di grande talento, che in questo caso fa ricorso ad una tavolozza di colori sgargianti ed allo stesso tempo acidi giocando con il registro del grottesco e rendendo alla perfezione un perenne stato di inquietudine.
Ma procediamo con ordine. Il fumetto è realizzato nel 1991 e tenta di operare un'analisi impietosa di quello che sono stati gli anni '80 con il rampantismo senza scrupoli ed il tradimento di tutti gli ideali rivoluzionari dei decenni precedenti. E' lo stesso Moore a definire il fumetto come "un thriller psicologico ambientato nel fumante cratere morale lasciato dal rampantismo degli anni Ottanta".
Siamo lontani dal fumetto tradizionale, soprattutto da quello americano. Non ci sono supereroi, non ci sono uomini né eventi eccezionali. La storia a cui assistiamo è una vicenda piccola piccola e per questo, ovviamente, destinata a colpire molto più profondamente il lettore.
Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia

'La mafia è una montagna di merda' scriveva Peppino Impastato sulle pagine del ciclostilato L'idea socialista, giornale a cui collaborava attivamente. Non aveva paura di pronunciare apertamente una parola che in tanti preferivano far finta di non conoscere. E non aveva paura di parlare degli interessi della mafia portati avanti grazie ad un indissolubile legame con la realtà politica, locale e non solo. Parlava dei traffici illeciti di droga ed armi e parlava dei grandi appalti e delle enormi quantità di denaro che gli stessi muovevano.
Il suo impegno era portato avanti non solo sulle pagine de L'idea socialista quanto soprattutto sulle frequenze dalla radio libera Radio Aut, una radio scomoda attraverso la quale lui ed i suoi coraggiosi amici si facevano beffe dei 'potenti' locali che comandavano a Mafiopoli (come era solito chiamare l'amministrazione del suo paese, Cinisi) a partire da uno dei capi storici di Cosa Nostra: Gaetano Badalamenti, da lui rinominato Tano Seduto. Questi coraggiosi ragazzi irridevano mafiosi ed istituzioni colluse riuscendo da un lato ad incrinare l'aura di intoccabilità che li contraddistingueva e dall'altro portando all'attenzione di tutti le evidenti patologie di un sistema in cui era la mafia a comandare.
Gli autori del fumetto Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia, lo scrittore Marco Rizzo e il disegnatore Lelio Bonaccorso, entrambi siciliani, prendono solo alcuni spunti, alcuni brevi flashback della vita di Peppino, per raccontare l'esistenza di questo eroe comune...
Comics Factory n. 7

Arriva puntuale come ogni trimestre la pubblicazione del nuovo numero della fanzine Comics Factory realizzata dall'associazione Cyrano Comics di Verona.
Si tratta del settimo numero della rivista, disponibile a partire dal mese di marzo 2010; un albo ricco di contenuti e di piacevoli sorprese a partire dal numero di pagine (60 contro le consuete 40) ma ci sono evidenti novità anche nella grafica e tra i collaboratori.
Per quanto riguarda i contenuti del volume, salta subito all'occhio, in copertina, il rimando all’intervista a Paolo Aldighieri autore di Eriadan, il web-comic più seguito d’Italia, ma all’interno si può incontrare anche la chiacchierata fatta con Francesco Frosi, noto disegnatore e insegnante della scuola comics di Padova. Si prosegue con le ormai classiche rubriche, Storia del fumetto della prof. Michela DeTogni e le recensioni pop-filosofiche del poliedrico Luca Cremonesi.
Entrando nel vivo di Comics Factory, abbiamo le nuove puntate dei fumetti seriali Bu!!!, Aurora e Ars Regia, rispettivamente disegnati da Francesco Finezzo, Alessandra Girardi ed Enrico Bettanin, e scritti da Enrico Nebbioso Martini.
Passando agli one shot...
Tesori
Tesori è il primo (e per ora unico) volume pubblicato sotto l'ala protettrice della giovane rivista di fumetti ANIMAls. Infatti in copertina campeggia la dicitura "ANIMAls presenta" e la pubblicazione viene indicata come un supplemento al n° 7 di ANIMAls (e quindi distribuito nelle edicole nel dicembre 2009). Gli autori ospitati sono poi in larga parte quelli che si possono apprezzare sulle pagine della rivista.
Si tratta di un volume brossurato di grandi dimensioni (19,5x26,5 cm), a colori, di 100 pagine. In copertina (ed in 4a di copertina) campeggiano i disegni pirati di Gipi mentre nell'elenco degli autori ospitati sul volume si possono leggere molti nomi di sicuro interesse fra cui Mattotti, Gipi, Scòzzari, Mattioli.
L'obiettivo di questo volume, che ci auguriamo non resti isolato, è quello di recuperare fumetti apparsi su riviste o volumi ormai introvabili e restituirli alla passione di chi non ha mai avuto l'occasione di leggerli. Ed in realtà, almeno per il lavoro di Mattioli, si tratta di un inedito assoluto, mai pubblicato né in volume né in rivista...
Van Helsing - Detective del soprannaturale

Dopo alcune collaborazioni sulle pagine della rivista Horror la coppia Alfredo Castelli - Carlo Peroni (autori tra l'altro di Zio Boris), con l'aggiunta di Marco Baratelli, dà vita ad un nuovo personaggio che sonda gli oscuri meandri dell'animo umano, personaggio realizzato negli anni '70 per la rivista Psyco. Castelli e Baratelli sceneggiano e Peroni disegna.
Peroni, autore solitamente dedito al fumetto comico od umoristico, si cimenta in questo caso con uno stile realistico, anche se decisamente virato sul grottesco, e con un personaggio gotico.
Parliamo di Van Helsing - Detective del soprannaturale, fumetto horror che prende qualche spunto, soprattutto visivo, dai vecchi film di vampiri, in particolare per le fatezze del villain della serie Vlad Drakul (ispirato al Nosferatu di Murnau) e del protagonista, il vampiro buono Van Helsing (ispirato alla figura di Peter Cushing).
Il fumetto vede la pubblicazione di appena 5 episodi e poi si interrompe contestualmente alla chiusura della rivista che lo ha visto nascere...
Carnera - La montagna che cammina

Con Carnera - La montagna che cammina, Davide Toffolo si confronta con una nostalgica biografia del pugile italiano degli anni trenta Primo Carnera.
La storia è costruita con un continuo gioco di incastri tra presente e passato, un ritmico alternarsi di flashback e flashfoward tra gli anni giovanili del pugile passati a Sequals, la vita in Francia al seguito di un circo, la scoperta della boxe e l'intenso allenamento, i tanti incontri disputati nella vecchia Europa e poi finalmente il sogno americano ed il titolo mondiale.
Molti aspetti della sua vita vengono volutamente tralasciati o lasciati semplicemente intuire, come il rapporto con i suoi manager, sempre pronti ad approfittare della sua ingenuità per arricchirsi alle sue spalle, i suoi amori e la sua vita privata, appena accennati.
La struttura della storia funziona alla perfezione, giocando sugli sbalzi nel tempo e nello spazio che legano intelligentemente i diversi episodi della vita del pugile senza costringere a seguire una biografia ordinata e dettagliata...
ANIMAls

E' il maggio 2009 quando una nuova rivista a fumetti si avventura nel desolatamente vuoto mare delle riviste italiane dedicate al fumetto d'autore. L'accattivante nome della rivista è ANIMAls ed è pubblicata dalla Coniglio Editore, casa che ha già mostrato il suo interesse per il fumetto sia in volume che in rivista. Della Coniglio Editore sono infatti le riviste di fumetto per adulti X-Comics e Blue. Soprattutto quest'ultima ha contribuito a pubblicare tantissimi grandi fumettisti che hanno trovato poco spazio dopo la chiusura della maggior parte delle storiche riviste di fumetti italiane, da Gipi a Mattioli, da Scòzzari a Baldazzini, da Bernet a Saudelli. Per questo la rivista nasce sicuramente sotto una buona stella e con delle grandi potenzialità. Il direttore di ANIMAls è Laura Scarpa. La rivista ANIMAls è pubblicata con cadenza mensile, in albi spillati a colori di 100 pagine, delle dimensioni di 20x26,5 cm.
Il nome della rivista, ANIMAls, vuole essere perlopiù evocativo, un nome intrigante di cui non viene svelato il senso. "Non vogliamo spiegare non solo il nome, ma neanche la linea editoriale, perché la rivista, se ha un'anima [...], si svelerà da sé" scrive Laura Scarpa nel primo numero della rivista. E prosegue "«ANIMAls» è una rivista che racconta e dice, con parole ed immagini, senza omissioni". Il sovratitolo della rivista è Fumetti, storie, la vita e nient'altro.
In copertina ed in quarta di copertina del primo numero campeggiano delle illustrazioni di Gipi. Scorrendo le pagine di questo primo numero incontriamo tavole di fumetti illustrate da autori noti e meno noti: Gipi, Bacilieri, Mannelli, Toffolo, David B., Vivies, Makkok, Vinci. La rivista riserva inoltre ampio spazio ad articoli di approfondimento, principalmente inerenti vari aspetti dell'arte (troviamo così musica, cinema, narrativa, pittura oltreché, ovviamente, fumetto ed illustrazione), ed a racconti. Ed infatti sempre nel primo numero troviamo delle illustrazioni di Mattotti che ritraggono una Venezia inedita, le interviste a Henning Mankell e Michele Mari ed i racconti L'uomo che uccise Liberty Valance di Michele Mari e Quaranta minuti di Ugo Cornia.
L'impostazione della rivista è dunque costituita dalla commistione fra articoli e fumetti ed ampliata dal ricorso a vari redazionali, fra cui posta ed altre rubriche. Spesso ANIMAls ospita articoli dedicati all'illustrazione ed al fumetto, riproducendo pagine dagli album di viaggio e moleskine di fumettisti ed illustratori. E così oltre alla Venezia di Mattotti potremo ammirare la Roma interpetata da Vivies o Ponza e Terracina ritratte da Angelo Stano.