Oscar Mondadori

La collana degli Oscar Mondadori nasce il 20 aprile 1965 dalla geniale intuizione dell'editore Arnoldo Mondadori di cercare una distribuzione alternativa per le proprie pubblicazioni rispetto al tradizionale canale delle librerie (ed al contempo dall'opportunità di proporre ottimi prezzi grazie alle agevolazioni fiscali concesse alla stampa ed alle pubblicazioni distribuite tramite edicola). L'idea innovativa è quindi quella di una distribuzione capillare dei libri attraverso le edicole, tradizionalmente destinatie solo a quotidiani e riviste, per raggiungere nuove fasce di pubblico e nuovi segmenti di clientela.
Il primo titolo pubblicato negli Oscar Mondadori è Addio alle armi di Ernest Hemingway, strepitoso esordio con ben 400.000 copie vendute in soli due mesi e continue ristampe nel corso del tempo. I motivi del successo della collana sono da ricercare nel prezzo contenuto e nell'estrema comodità del fomato tascabile, oltre alla grande reperibilità dei volumi nelle edicole ed al valore artistico e culturale dei testi proposti.
Inizialmente la collana propone solo narrativa ma col passare degli anni viene esteso l'ambito di competenza anche a nuovi settori, come la saggistica, e così anche i fumetti approderanno ben presto nella collana. I fumetti troveranno ospitalità fra gli Oscar quando a dirigere la collana verrà chiamato Mario Spagnol (futuro direttore della rivista di fumetti Il Mago), persona sensibile ed attenta anche ad un modo alternativo di fare cultura e letteratura.
Quello che può essere considerato il primo Oscar dedicato ai fumetti appare nel 1968 e precisamente si tratta de Il signore di buona famiglia (Oscar Mondadori n. 159), in realtà una raccolta di vignette disegnate da Giuseppe Novello. La carta successiva nel campo dei fumetti pesca nel vasto mondo Disney i cui diritti italiani erano già di proprietà della Mondadori. E non si tratterà di una pubblicazione improvvisata ma di una arguta e curata edizione, con una selezione di storie del grande Carl Barks fra cui la prima storica apparizione di Paperon de Paperoni (nell'altrettanto storico episodio 'Natale sul Monte Orso'). Il volume, dal titolo Vita e dollari di Paperon De' Paperoni, vanterà le illustri prefazioni realizzate da Dino Buzzati e Mario Gentilini. Si tratta dell'Oscar Mondadori n. 170.
A questo volume ne seguono altri dedicati a grandi autori e personaggi, fra i primissimi volumi pubblicati troviamo il Braccio di Ferro di Segar, i Peanuts di Schulz, Blondie & Dagoberto, Bristow, Beetle Bailey ed ancora Zio Tibia, Creepy, Jacovitti, Tex Willer e nuovi volumi Disney. Nell'elenco dei volumi pubblicati si notano degli autori e dei personaggi estremamente ricorrenti, oltre a quelli già citati è doveroso ricordare B.C. e Wizard of Id a cui col tempo si affiancheranno nuovi importanti fumetti destinati a diventare ospiti assidui della collana, fumetti come Asterix, ma non mancheranno alcuni illustri ed occasionali ospiti come la Valentina di Guido Crepax (con il volume Riflesso di Valentina) o l'Alan Ford di Max Bunker e Paolo Piffarerio.
Nonostante il formato pocket la qualità degli albi è decisamente buona, pur richiedendo in alcuni casi il rimontaggio delle tavole, mentre la selezione artistica dei fumetti è impeccabile, con un'attenzione anche ad opere meno note, poco commerciali, ma straordinarie. Inoltre tutti i volumi sono arricchiti da interessanti ed approfonditi apparati introduttivi, non di rado firmati da illustri scrittori e intellettuali.
I volumi dedicati ai fumetti sono negli ultimi anni designati come Oscar Cartoon...
Amore libero

Per il primo numero della collana I Classici dell'Erotismo a Fumetti (marzo 1991), edizioni Blue Press, Giovanni Romanini e Lucio Filippucci realizzano un fumetto che omaggia una tra le più famose 'dive' del cinema hard ed al tempo stesso di una donna che ha, in qualche modo, rappresentato un fenomeno di costume in Italia: la pornostar Ilona Staller in arte Cicciolina.
Il titolo del fumetto non poteva che essere Amore libero e, dato che la protagonista è un personaggio reale, la trama di Amore libero miscela finzione e realtà utilizzando la vera figura di Ilona Staller in una trama fantastica e facendo in più casi combaciare le vicende narrate nella storia con alcuni episodi reali della vita della sensuale protagonista.
La sceneggiatura non è delle più solide ma comunque si solleva da quelle che sono le trame della maggior parte dei fumetti di questo genere.
Se è vero che il pretesto per spogliare la protagonista e per tenerla occupata nelle più svariate attività sessuali è sempre dietro l'angolo, è pur vero come questi momenti erotici, spesso apertamente pornografici, si aggancino ad una trama vera, per quanto semplicistica, e non solo un pretesto per collegare scene di sesso.
Non manca neanche un messaggio di fondo del fumetto, o se vogliamo una morale, anche se un po' abusato, ed è estremamente chiaro: fate l'amore non fate la guerra. Una sorta di invito ad una liberalizzazione sessuale, o meglio una libertà, che possa portare alla fine dell'odio e della violenza.
E in più occasioni, passando dalle parole ai fatti, Cicciolina riuscirà a scongiurare questo pericolo, ad esempio sedando una rissa tra due gang rivali (che si tramuterà in una più pacifica orgia), o riuscendo a far desistere dei 'cattivi' cacciatori dal proseguire le loro crudeli azioni sostituendole con altre più pacifiche.
Le vicende prendono il via in un mondo non meglio precisato, una specie di Olimpo dove gli dei si rendono conto di una grave lacuna, la mancanza tra di essi di una dea dell'erotismo e della sensualità.
Colei che può ricoprire questo ruolo viene subito individuata, sulla Terra, in una splendida bambina di nome Ilona. Ma un Cupido troppo interessato alla ragazza, la raggiungerà sul pianeta tramutandosi nel suo orsacchiotto-guida. La bambina dimostrerà subito di avere le idee ben chiare ma le vere avventure inizieranno qualche anno dopo, quando Ilona sarà diventata una bellissima ragazza.
Desiderosa di viaggiare e ansiosa di fare nuove esperienze e nuovi amici la giovane va in giro per il mondo portando avanti la sua filosofia, contro ogni forma di violenza ed a favore di un'amore libero e senza repressioni di sorta.
Giunta in Italia...
Rusty Dogs

Esistono sul web numerose webzine e riviste virtuali dedicate al mondo dei fumetti, frutto del lavoro e della passione di artisti che decidono di condividere le loro opere online gratuitamente.
Una delle realtà italiane più interessanti di questo filone è Rusty Dogs, una serie di brevi fumetti dall'ambientazione noir che vede impegnati autori professionisti (talvolta giovani emergenti, altre volte artisti di chiara fama) del mondo dei comics.
Rusty Dogs è una serie a fumetti online, composta da brevi storie dal taglio noir e dall'ambientazione poliziesco-malavitosa. Si tratta di storie inedite, generalmente di 4 tavole, pubblicate con cadenza aperiodica sul blog rusty-dogs.blogspot.com.
Al progetto hanno deciso di partecipare numerosi artisti, noti e meno noti, del panorama fumettistico italiano. Autori come Carmine Di Giandomenico, Marco Soldi, Riccardo Torti, Giancarlo Caracuzzo, solo per citare alcuni grandi nomi, fanno parte del progetto, ma molti altri sono gli autori coinvolti (l'elenco completo è presente sulle pagine del blog) ed il loro numero è costantemente in aumento grazie a nuove adesioni.
Il progetto di Rusty Dogs nasce nel 2009 da un'idea di Emiliano Longobardi, che firma le sceneggiature di tutti gli episodi. L'idea alla base del progetto è quella di coinvolgere un significativo numero di fumettisti in un web comic gratuito dalle atmosfere noir. Per riuscire ad attrarre il maggior numero di autori possibile, considerando gli indubbi impegni degli stessi, in larga parte professionisti, l'intuizione è stata quella di puntare su storie molto brevi che non comportassero un impegno eccessivo per i disegnatori.
Sebbene le storie siano brevi ed i personaggi non siano ricorrenti, Rusty Dogs ha creato, attraverso la coerenza tematica crime-noir e l'uniformità stilistica, un proprio riconoscibile universo...
Zorry Chicchirikid!

Breve episodio del fumetto Zorry Kid realizzato da Jacovitti nel 1969 per la pubblicazione sul Corriere dei Piccoli Zorry Chicchirikid! è una storia che ruota, come facilmente intuibile dal titolo, intorno alle vicissitudini di alcuni polli.
I polli in questione sono i polli della cosa, la California, che Don Pedro Magnapoco (governatore della stessa per conto degli spagnoli, nonchè oppressore ed affamatore del suo popolo), mai sazio della prelibata leccornia ed a dispetto del nome, vuole avidamente tutti per sé.
Quando la notizia giunge all'orecchio di Kid Paloma (alias Zorry Kid) per tramite del suo nonnino Alvaron de la Gota (al quale viene sottratta la cena consistente in un sostanzioso pollacchione), il ballerino di flamengo Paloma indossa i panni del vendicatore mascherato Zorry e si appresta a far perdere a Don Pedro Magnapoco la sua passione culinaria.
Per poter giungere indisturbato al cospetto di Don Pedro, Zorry Kid decide di travestirsi da pollo gigante facendosi poi catturare dalle guardie del governatore. Il resto è tutto uno spasso che...
Zorry Kid

Il folle e assurdo umorismo di Jacovitti ha percorso tutti i generi del fumetto soffermandosi spesso su quelli più 'classici' come il western, ancora oggi decisamente di moda, e l'ormai desueto fumetto di 'cappa e spada', dandone sempre una lettura originale. E' infatti vero che i fumetti di Jacovitti non si sono mai limitati a riproporre modelli e canoni abusati, trovando sempre una via personalissima ai diversi generi, spesso esasperandone i cliché e arrivando a fondere tutto in gustosissimi pastiche.
E così anche un fumetto come Zorry Kid, un fumetto storico per ambientazione, e di un genere tutt'altro che moderno, come quello di cappa e spada, un fumetto che normalmente avrebbe fatto perdere ogni interesse nel giro di pochissimo tempo, risulta a distanza di tanti anni divertente e godibilissimo.
Jacovitti nella creazione di Zorry Kid si ispira evidentemente alle vicende di Zorro sia per quanto riguarda l'ambientazione che per i personaggi. Anche il titolo Zorry Kid (piccolo Zorry) discende direttamente dall'originale cavaliere mascherato. Ma è anche evidente come, a parte l'originale letterario, la fonte d'ispirazione principale sia per Jacovitti la serie televisiva con protagonista Guy Williams che veniva trasmessa proprio in quegli anni dalla televisione italiana.
I personaggi di Zorry Kid sono ricalcati su quelli del serial televisivo; a Don Diego de la Vega corrisponde Kid Paloma, a Zorro corrisponde Zorry Kid, al sergente Garcia l'altrettanto inetto sergente Martin Pelota e così via.
Zorry Kid esordisce sul Corriere dei Piccoli nel 1968, proseguendo poi le sue avventure su Corriere dei Ragazzi. Jacovitti ha continuato a realizzare storie di Zorry Kid fino al 1973. In seguito alcune avventure sono state riprese dalla rivista di estrazione cattolica il Giornalino.
Le vicende si svolgono in California, nella California spagnola dei primi dell'Ottocento. Il protagonista delle avventure è il misterioso Zorry Kid, un cavaliere solitario che, con il volto nascosto da una mascherina nera, combatte i soprusi perpetrati dal regime dittatoriale del governatore de 'la cosa, la California', Don Pedro Magnapoco.
Come molti eroi mascherati usano fare, Zorry Kid nasconde la sua vera identità che è quella dell'ozioso Kid Paloma, un ricco e annoiato ballerino di flamenco (o meglio 'flamengo' come viene chiamato nel fumetto) timoroso della legge e rispettoso verso gli sgherri del governatore. Quando ce n'è bisogno il condiscendente Paloma si arma di spada, mantello e mascherina nera sul volto trasformandosi in Zorry Kid, difensore di deboli e oppressi e nemico giurato dell'oppressore al soldo del dominatore spagnolo, che affama il popolo con tasse e balzelli d'ogni tipo (arrivando a tassare le scarpe sinistre ed a sequestrare tutti i polli della nazione). Ad accompagnarlo, il cavallo bianco Saratoga.
Molti comprimari si accompagnano a Kid Paloma e al suo alter ego Zorry Kid...