Guido Buzzelli

Guido Buzzelli - Maestro del fumetto italiano grottesco ed inquietante

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Guido Buzzelli


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Guido Buzzelli è un artista eclettico ed originale. Un autore difficilmente ingabbiabile, dalle narrazioni inconsuete ed imprevedibili. Un narratore sottile che si impegna a scrivere e trasporre in immagini le inquietudini dell'epoca moderna filtrate attraverso il suo personale gusto del grottesco.
Buzzelli del resto è un artista che non addolcisce la pillola, pessimista di fondo descrive un mondo in cui è raro che i buoni vincano (e spesso è raro che ne esistano e se ne incontrino).
Ama ritrarsi in prima persona nei suoi fumetti, sia con personaggi che ne siano un alter ego sia mettendosi in gioco in prima persona (come accade in Annalisa e il diavolo o ne L'intervista).

Buzzelli nasce a Roma il 27 luglio 1927. E' un figlio d'arte ed ha quindi naturalmente una formazione artistica. Comincia la sua attività in campo fumettistico appena diciottenne collaborando fra gli altri con le edizioni dei Fratelli Spada. Numerose sono le sue collaborazioni a vari personaggi nei primi anni Cinquanta, anni nei quali disegnerà per serie di vario tenore ed ambientazione come Susan Bill, Alex l'eroe dello spazio, Bill dei Marines, Nolan il pioniere dello spazio, Emulo di Zorro, Bambola e Dray Tigre, personaggi ai quali talvolta collabora anche come sceneggiatore.

Ma questi lavori non sono sufficienti per la sua visione poetica. Buzzelli si trasferisce per qualche tempo in Inghilterra dove lavora per vari editori, fra cui la storica Fleetway, che già ospita numerosi grandi autori italiani ed argentini.

Nel 1960 sposa Grazia de Stefani che collaborerà col marito in varie opere, più avanti nell'articolo citeremo alcune delle storie frutto di questa collaborazione (come la molto nota Guerra Videologica).

Durante queste sue varie attività coltiva le proprie inquietudini e visioni in privato, scrivendo la sua prima opera personale, ovvero quello che è considerato il suo primo capolavoro, La rivolta dei racchi. Si tratta di un'opera realizzata fra il 1966 ed il 1967 senza richiesta da parte degli editori. Le tavole sono esposte al Salone dei Comics di Lucca nel 1967 e pubblicate nel relativo Almanacco. Ma troveranno un'accoglienza più calorosa presso il pubblico francese, che vedrà apparire la storia sulla rivista Charlie nel 1970. La rivolta dei racchi narra le incredibili vicende di un mondo primitivo diviso nelle due classi dei racchi e dei belli. Un mondo in cui i secondi dominano ed i primi sono ridotti a schiavi, finché un giorno non partirà la rivolta capeggiata da Spartak, uno dei tanti alter ego di Buzzelli. La metafora di una lotta di classe non potrebbe essere più chiara, ma è inutile aspettarsi un lieto fine.

Altra opera fondamentale nella bibliografia di Buzzelli è il successivo I labirinti, un'opera visionaria e coinvolgente realizzata fra il 1968 ed il 1970. La narrazione tradizionale dura il tempo e lo spazio della prima vignetta, due bancari che scherzano sul finire dell'orario di lavoro. Le successive tre vignette ci mostrano la stessa inquadratura con i due uomini che risultano ustionati  e mummificati da un evento a noi ignoto (lo scoppio di una bomba atomica?). I primi elementi che si disintegrano, fin dalla seconda vignetta, sono i soldi in mano ad uno dei cassieri. Non si tratta di un caso, la vanità delle miserie così importanti per gli uomini viene riproposta dopo poche pagine con la prima apparizione del protagonista della storia, che, rannicchiato fra le macerie, esclama "sono vivo!!!" e subito dopo "la mia casa!!! la macchina!!! il conto in banca!!!". Buzzelli gioca a carte scoperte da subito. Nelle pagine che seguono vi sono numerose trame da seguire, dagli affascinanti ed inconsueti esseri alieni o divinità che cercano di salvare le persone degne agli indesiderati incontri con scienziati folli impegnati in aberranti manipolazioni genetiche. E fra le perplessità sul ruolo di certa scienza e la inevitabile scoperta della "banalità" del male in giacca e cravatta, viene da chiedersi se la Terra meriti di essere salvata.

Del 1971 è Zil Zelub (anagramma fin troppo evidente di Buzzelli) in cui ritroviamo il solito alter ego buzzelliano questa volta scomposto e fatto a pezzi da una causa ignota. Così i vari arti e le varie parti del corpo di Zil Zebub si spostano autonomamente ed agiscono di vita propria secondo il proprio istinto e non secondo i "tradizionali" ordini impartiti dal cervello. In questo caso Zil Zebub è sempre un artista, ma si tratta di un musicista non di un disegnatore.

Del 1974 è il western Nevada Hill realizzato per la Dargaud su sceneggiatura di JP Gourmelen. Sempre del 1974 è HP (ovvero Horse Power), una storia di fantascienza atipica sceneggiata da Alexis Kostandi. Ancora una volta un futuro per certi versi apocalittico ed una divisione in classi con una parte dell'umanità vessata e disadattata (ma non è detto che l'altra parte stia molto meglio). HP è pubblicato in volume in Italia nel 1979 dalla Milano Libri.

Il successo francese renderà scontate la prosecuzione delle collaborazioni di Buzzelli con le riviste di quel paese (fra le tante si possono citare Pilote, Métal Hurlan e A suivre) ma porterà un rinnovato interesse per l'autore anche da parte di editori e riviste italiane. E' così che Buzzelli troverà posto su linus e alterlinus (poi alteralter) e su numerose altre riviste d'autore italiane nel corso del tempo, dal Corriere dei Ragazzi a Psyco, da L'Eternauta a Comic Art.

Procedendo con ordine troviamo una delle storie più note di Buzzelli pubblicata nel supplemento di linus dell'ottobre 1973, supplemento chiamato Diavolinus. Dato il tema del Diavolo la storia ospitata sull'albo non può essere che Annalisa e il diavolo, in cui Buzzelli gioca come sempre con se stesso e con i lettori, popola il fumetto di divagazioni metafumettistiche e si presenta in prima persona come un fumettista in cerca di idee che è indeciso fra la realizzazione di una storia sul diavolo o di una storia d'amore. La storia d'amore ispirata dalla giovane adolescente Annalisa che vede giocare "innocentemente" con i suoi coetanei, la storia sul diavolo ispirata da un bizzarro parcheggiatore abusivo che dice di essere Satana. In questo fumetto Annalisa dice a Buzzelli "Dovresti fare delle storie dove il protagonista sia un tipo forte e coraggioso, che vince sempre" ma la laconica risposta sarà "Ah! Ormai non saprei fare una storia così. Non ci credo...". Nello stesso fumetto Buzzelli minaccia i suoi personaggi con una gomma per impedirgli di fare del male ad Annalisa. E' decisamente più difficile difendersi dai perfidi personaggi reali in doppiopetto che non dai cattivi "a fumetti". E la decisione finale di Buzzelli sarà drastica.

La collaborazione con linus proseguirà con altre storie brevi (come La locanda pubblicata sull'Almanacco del 1974) per poi spostarsi su alterlinus dal gennaio 1974 con la pubblicazione a puntate del visionario e già citato I labirinti.

Del 1974 è L'intervista, storia in cui troviamo ancora una volta buzzelli come protagonista che riceve nella sua casa, mentre dipinge, la visita di personaggi come sempre ambigui e singolari. Pubblicata sulla rivista francese Charlie nel 1975, è riproposta in Italia nel 1984 sulle pagine de L'Eternauta.

Nel 1975 pubblica La donna eterna sul Corriere dei Ragazzi e nel 1976 sulla stessa rivista pubblica Il ritorno di Ayesha su testi di Milani.

Del 1976 è il Reportage dessiné sur New York, sempre pubblicato in Francia.

Del settembre 1977 è la pubblicazione su alteralter de L'agnone, altra storia molto nota di Buzzelli che ruota intorno al tentativo di messa in scena di un'opera teatrale da parte di un regista che trova il suo inteprete nei bassifondi della città. Un personaggio che fisicamente gli somiglia ma che sembra essere al di sopra del bene e del male, crudele, criminale, ma morbosamente irresistibile. L'agnone del titolo è uno strano animale per metà agnello e per metà leone.

Nel 1978 pubblica su alteralter un paio di storie brevi, Guerra videologica riproposta spesso nelle antologie dedicate a Buzzelli, storia che ha chiaramente come bersaglio l'invadenza ed il potere dei mass media, e Peisithanatos. Entrambe queste storie sono scritte da Cerrito e De Stefani, la prima è tratta da un testo di La Capria.

Del 1979 è la pubblicazione di un volume della collana Un uomo un'avventura edita da Cepim, partecipazione che non può far altro che sottolineare il prestigio dell'autore visti i tanti nomi celebri presenti nella collana. La storia in questione è L'uomo del Bengala, scritta da Gino D'Antonio. Si tratta di 48 pagine a colori in cui Buzzelli ci guida fra i misteriosi volti dell'India dei primi dell'Ottocento.

Nel 1980 pubblica, insolitamente a colori, 2 storie brevi: Sposalizio e La complicata carriera del signor Temistocle, su uno degli storici numeri di alteralter dall'insolita rilegatura.  

Fra l'ottobre 1980 ed il marzo 1981, sempre su alteralter, è pubblicata la bella storia lunga Zasafir, in parte proposta a colori. Purtroppo ed inspiegabilmente Zasafir viene interrotta bruscamente nel marzo del 1981 lasciando sospesa la narrazione. Chiaramente l'opera vedrà una successiva pubblicazione in volume.

Nel 1981 collabora con l'editore francese Larousse alla Storia del Far-West, epica operazione a cui collaborano altri autori italiani, ad esempio Serpieri.

Collabora anche con L'Eternauta per cui realizza storie brevi come Resurrezione, una storia che miscela ancora una volta scienza ed etica con venature horror in un futuro postatomico fra zombi novelli frankenstein. Pubblicata nell'ottobre 1984 è scritta dalla stesso Buzzelli insieme a De Stefani. Sempre su L'Eternauta appare una curiosa collaborazione fra numerosi autori per una breve storia di 3 tavole, Una notte come tante, a cui contribuiscono Minor, Trigo, Gimenez e Gaudenzi.

Comic Art pubblica nel 1985 Karma (su testi di Guidobaldi e Trani), Underground (su testi di Traini) e New York (ovvero appunti e pensieri sparsi di Buzzelli su un viaggio nella grande metropoli americana in cui, fra le strade di New York, fanno capolino anche i miti dei comics americani).

Su L'Eternauta nel 1986 c'è la collaborazione di Buzzelli con Bernardino Zapponi, che scrive soggetto e sceneggiatura di una breve storia (tratta da un racconto dello stesso Zapponi) incentrata sull'incomunicabilità del mondo moderno dal titolo C'è una voce nella mia vita. Un giovane raccoglie la cornetta di un telefono da terra, ed accostandovi l'orecchio sente una voce che gli parla.

Nel 1988 realizza il primo numero della collana Tex Speciale, i volumi di Tex pubblicati in formato gigante e chiamati familiarmente Texoni, destinati ad ospitare nel corso degli anni innumerevoli ospiti d'eccezione per la collana del più importante fumetto western italiano. Il volume in questione si intitola Tex il grande!, è sceneggiato da Claudio Nizzi ed è composto di oltre 200 pagine.

I fumetti di Buzzelli, oltra ad apparire a puntate su varie riviste, sono stati riproposti più volte in volume ad opera di vari editori nel corso del tempo. Fra gli editori maggiormenti impegnati in tal senso troviamo quindi Milano Libri e più di recente Alessandro Editore, Hazard Edizioni e Grifo Edizioni. A Buzzelli è dedicato anche il n. 57 della collana I Classici del Fumetto di Repubblica nel marzo 2004, splendido volume che raccoglie molte delle storie più importanti e personali di Buzzelli, fra cui La rivolta dei racchi, I labirinti e Zil Zelub, purtroppo in un formato dalle dimensioni non troppo entusiasmanti. Nel novembre 2009 è dedicato a Buzzelli il volume 37 della collana I Maestri del fumetto, volume che raccoglie alcune delle opere più tradizionali ma pur sempre affascinanti dell'autore (Ayesha e L'uomo del Bengala, questa volta proposto in bianco e nero)

Lo stile di Buzzelli è un tratto sporco che sfrutta in tutti i modi le possibilità narrative concesse dal mezzo fumettistico, anche grazie ad un ironia continua che gli consente di giocare con lo spazio delle tavole ed i margini delle vignette. Un segno per certi versi classico ma capace di mutare anche nell'ambito di uno stesso racconto, modificando stile ed atmosfera secondo le necessità. Alcuni hanno definito Buzzelli come il "Michelangelo dei mostri" ma le sue visioni sembrerebbero avvicinarlo anche ad un Goya o ad un Bosh.

Nel 1973 gli viene conferito il prestigioso Yellow Kid come miglior autore e nel 1979 guadagna in Francia l'altrettanto prestigioso Crayon d'Or.

L'ultima fase della sua carriera lo vede maggiormente impegnato in ambito televisivo che non fumettistico, sia in Francia che in Italia.

Muore prematuramente nel 1992.

(14/11/2009)

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