L'uomo del Bengala

L'uomo del Bengala, fumetto di D'Antonio e Buzzelli

[storia]

L'uomo del Bengala


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India. Primi dell'ottocento. Siamo a Benares, sulle rive del Gange. Una tigre introduce e conclude il fumetto evidenziando la divisione degli esseri viventi in due specie, uccisori e vittime, e sottolineando come la regola fondamentale per essere un buon uccisore sia quella di non avere sentimenti, morale ben espressa dalla storia narrata.
La storia ha come protagonista il signor Raven, inglese alle dipendenze della East India Company, affarista di pochi scrupoli che, sorpreso a derubare la propria compagnia attraverso maldestre alterazioni contabili, si vede costretto ad uccidere l'ispettore che lo ha scoperto. L'omicidio viene osservato da Suki, un paria, un mendicante derelitto ed avido che decide di dare una mano all'inglese in cambio di denaro. Il corpo viene fatto sparire ed i due decidono di abbandonare Benares, diventata troppo pericolosa, col denaro rubato.
Mentre organizzano la fuga dal paese i due si imbattono in un corteo funebre, un Sati (o Suttee) che prevede il suicidio sacrificale della vedova sul rogo del marito defunto. Raven, attratto irresistibilmente dalla giovane donna destinata a morire in modo così barbaro, si intromette strappandola alle fiamme e fuggendo con lei. A questo punto la sua fuga diventa ancora più difficile perché deve sfuggire alla folla inferocita del corteo, oltre ai suoi vecchi datori di lavoro.

Il gruppo formato da Raven, Suki e Sitah, questo il nome della giovane donna, si mette in cammino lungo piste malsicure e dalla convivenza si evidenziano i differenti modi di valutare ed interpretare la cultura indiana. Lungo la strada i tre riusciranno ad accodarsi ad una compagnia di mercanti, soldati e pellegrini, confidando nella sicurezza garantita dal gran numero in quelle strade impervie. In realtà i pellegrini si riveleranno essere adepti della terribile setta dei Thugs, i sanguinari strangolatori seguaci della dea Kalì che attraverso i loro Ruhmal, strisce di stoffa destinate allo strangolamento, faranno una strage.
Raven e Suki si salveranno per puro caso, Sitah sarà rapita dai banditi e portata nel tempio della dea Kalì per un nuovo sacrificio. I tentativi di Raven di salvare la ragazza serviranno a poco, Sitah in realtà è morta fra le fiamme sul rogo del marito com'era volere degli dei, quello che lo ha accompagnato nella fuga non è altro che un simulacro di polvere. Le credenze di Raven sugli dei indiani troveranno sconsolanti confutazioni e lui sarà destinato a morire per mano della dea Kalì la nera. Si salverà solo il paria, l'avido Suki che riuscirà a fuggire col bottino dei Thugs. Sitah è stata condannata dal destino e dagli dei, Raven dall'aver lasciato spazio ai sentimenti nel suo cuore.

Interessante storia (pubblicata per la collana Un uomo un'avventura della Cepim nel 1979 e ristampata per I Grandi del Fumetto da Hobby e Work) scritta da Gino d'Antonio e disegnata da Guido Buzzelli caratterizzata da un manipolo di personaggi amorali ed antipatici. I personaggi positivi sono pochi e sono destinati ad una brutta fine. Del resto quello che condanna Raven non sono le sue malefatte quanto la sua passione per la donna salvata dal rogo, forse l'unica azione "buona" da lui commessa. La storia L'uomo del Bengala è solitamente proposta a colori, ma in una recente pubblicazione, sul volume n. 37 della collana I maestri del fumetto edita da Mondadori, pubblicato nel novembre 2009 ed intitolato Aeysha, viene riproposta in una bella versione in bianco e nero.

(01/12/2008)

Di seguito alcune delle edizioni pubblicate, in volume o rivista, della storia L'uomo del Bengala

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