Gli occhi di piombo

Gli occhi di piombo - Episodio del fumetto Mort Cinder

[storia]

Gli occhi di piombo


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Gli occhi di piombo (conosciuto anche come Gli uomini dagli occhi di piombo) è il secondo episodio del fumetto Mort Cinder, scritto da Hector G. Oesterheld e disegnato da Alberto Breccia, pubblicato dal luglio al dicembre 1962 sulle pagine della rivista argentina di fumetto Misterix. Si tratta dell'episodio più lungo e complesso della serie nonché dell'episodio che introduce il personaggio del protagonista, Mort Cinder. Il numero di pagine del fumetto varia ad ogni pubblicazione in quanto l'originario formato in strisce e costantemente soggetto a nuovi montaggi e talvolta al rifilamento di alcune vignette.
 
Realizzato con taglio cupo e claustrofobico, Gli occhi di piombo gioca con maestria con i temi gotici e della fantascienza adulta, creando una atmosfera realmente inquietante.
 
Tutto ha inizio quando l'anziano antiquario Ezra Winston nota che il suo orologio Luigi XVI si è fermato. Nello stesso istante riceve l'imprevista visita di un suo abituale fornitore di oggetti e manufatti più o meno antichi, soprannominato "lo scheletro". L'individuo, dall'aria ambigua, gli propone l'acquisto di un piccolo manufatto difficilmente classificabile, uno scarabeo intagliato in un materiale non meglio identificato, avvolto in un foglio di giornale che riporta la notizia della morte per impiccagione dell'assassino Mort Cinder. Lo scheletro si allontana lasciando all'antiquario l'oggetto senza ulteriori spiegazioni. Quel piccolo monile è destinato a sconvolgere la tranquilla e monotona vita di Ezra Winston. Tre individui dai glaciali occhi come di piombo entrano poco dopo nel negozio, vestiti con impermeabili e larghi cappelli, chiedendo cosa voleva lo "scheletro". Ezra mente loro, nascondendo il piccolo monile. 
 
Appena i tre individui sono usciti l'antiquario nota una macchia indelebile sulla sua mano, a forma di ragno, una macchia che non si riesce a lavar via. La perplessità di Ezra si accresce sempre più vedendo lo stesso simbolo riprodotto ovunque lungo i suoi passi, sulle carte disordinate che volano per strada, sulla mano di un bimbo la cui culla giace abbandonata nella via, sulle ombre stampate dalle luci dei lampioni. E con la stessa ossessiva cadenza si ritroverà ad osservare il giornale con la notizia della morte di Mort Cinder e ad incontrare orologi fermi che ripetono inflessibili la medesima ora, l'ora di un imperdibile appuntamento futuro.
 
La visita di Ezra ad un medico non risolve il mistero, sul riflesso degli occhiali del dottore ritroverà la paurosa effige di ragno. Ma le disavventure sono ancora al principio. La fuga senza speranza dai suoi incubi e dalle sue visioni porta il vecchio Ezra nel bel mezzo del cimitero, dove assiste al tentativo di omicidio da parte degli occhi di piombo (tramite il vecchio ed efficace metodo del paletto nel cuore) del già defunto Mort Cinder, il condannato a morte ucciso il giorno prima, riesumato per l'occasione. L'ora è proprio quella segnalata dagli orologi fermi.
 
Grazie al provvidenziale intervento dell'antiquario, Mort Cinder, in realtà ancora vivo, riesce a sfuggire agli occhi di piombo. Ed a narrare all'antiquario una parte della sua immensa storia. Mort Cinder è un immortale, che ha vissuto in innumerevoli epoche storiche innumeri vite. Alcune di queste saranno svelate nei prossimi episodi del fumetto, ma in questa storia devono essere ancora affrontati gli occhi di piombo.
 
Dietro gli occhi di piombo c'è uno scienziato alieno, il dottor Angus, capace di controllare le persone, dominarle come manichini e vivere le loro emozioni e conoscenze. Chiaramente Mort Cinder potrebbe rappresentare il pezzo forte della sua collezione.
 
L'avventura si dipana ancora a lungo, fra sogni, visioni e realtà, scienza e fantascienza, incontri e scontri con gli occhi di piombo e con il terribile dottor Angus.
 
L'affascinante storia scritta da Oesterheld è illustrata in modo impressionante da un Breccia che ha iniziato a scoprire e dominare il suo immenso talento. Sicuramente Gli occhi di piombo rappresenta uno dei vertici della collaborazione fra Oesterheld e Breccia, una lugubre favola dagli inquietanti risvolti sociali e politici.

In Italia Gli occhi di piombo è stato pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista Il Mago, dal n. 3 del giugno 1972 al n. 7 dell'ottobre 1972. E' stato poi riproposto più volte in volume data la sua importanza, a partire dalla pubblicazione nel volume Oscar Mondadori n. 521 del marzo 1974, intitolato proprio Gli uomini dagli occhi di piombo.

(12/10/2010)

Di seguito alcune delle edizioni pubblicate, in volume o rivista, della storia Gli occhi di piombo

Collana: Oscar Mondadori
Rivista: mago
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Scheda Tecnica

fumetto:
storia:
Gli occhi di piombo
data pubblicazione:
1972
pagine:
81


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