Psyco

Psyco, rivista di fumetti oltre le frontiere della realtà degli anni settanta

[rivista]

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Psyco è una interessante rivista di fumetti pubblicata per un brevissimo arco di tempo negli anni settanta (in realtà nel solo 1970).
L'occhiello della rivista, 'Oltre le frontiere della realtà', così come il titolo che riprende quello di uno dei film più famosi ed inquietanti di Alfred Hitchcock, rendono subito chiaro come la rivista voglia avventurarsi negli oscuri meandri dell'animo umano.
La rivista cerca di replicare il successo dell rivista Horror con cui condivide tematiche ed alcuni autori (come Alfredo Castelli).
Le storie pubblicate sono principalmente di genere horror e fantascientifico, fantasy e fantastico.

Psyco vede la pubblicazione di appena sei numeri tra l'aprile ed il settembre 1970, poi la rivista, inspiegabilmente, chiude. Diciamo inspiegabilmente perché la terza di copertina del sesto albo preannuncia la pubblicazione del settimo numero con nuovi episodi di Storie dello spazio profondo e di Van Helsing. Nonostante questo il settimo numero non vedrà mai la luce.

Il direttore responsabile della rivista è Cesare Solini, l'editore è l'Editrice Naka, mentre l'autore di punta, almeno per la quantità di contenuti realizzati, è Carlo Peroni, autore solitamente dedito a fumetti di stampo comico-umoristico che non disdegna, come in questo caso, di confrontarsi con personaggi e ambientazioni differenti, persino horror.

Per la rivista Peroni (che in alcuni fumetti si firma Perogatt) crea due fumetti di vampiri molto differenti tra loro. Si tratta di Casimiro vampiro crumiro, striscia comica su di uno sfortunato vampiro alle prese con la penuria di sangue e con i problemi del vivere quotidiano (fumetto interamente realizzato da Peroni), e Van Helsing - Detective del soprannaturale, dove Van Helsing è il vampiro protagonista di una serie di storie horror incentrate sull'eterna lotta tra il bene ed il male. In questo secondo caso Peroni si limita ai disegni ed i testi sono di Castelli e Baratelli.

Van Helsing è sicuramente uno dei due fumetti che caratterizzano la testata; l'altro, che racconta le tragicomiche e fantascientifiche avventure spaziali di un paio di impagabili personaggi (un umano un po' sciroccato ed un saggio robottino) è Storie dello spazio profondo di Bonvi e Guccini.
Il primo è presente su cinque del sei numeri della rivista, il secondo è presente in tutti e sei gli albi (ma con un totale di cinque episodi).
Storie dello spazio profondo è stato in seguito riproposto più volte, anche in volume. Nella versione in volume sono presenti due episodi mai pubblicati su Psyco (Meglio soli che male accompagnati e Pugni, pupe e robot).

La rivista è nel classico formato spillato ed è brossurata. Le dimensioni sono di circa 19,5 x 27 cm. I fumetti sono pubblicati in bianco e nero.
Nelle 66 pagine che la compongono Psyco ospita prevalentemente fumetti (o episodi) completi con la conseguenza di un numero piuttosto limitato di fumetti per albo.
Le storie lunghe presenti in ogni albo sono 2 o 3. Solitamente si tratta degli episodi di Van Helsing e di Storie dello spazio profondo, episodi che si aggirano intorno alle 20 tavole. Ad esclusione de La rivolta dei racchi (di Guido Buzzelli), fumetto di ben 46 tavole (pubblicato sull'ultimo numero di Psyco), i restanti fumetti non vanno oltre le 5 pagine mentre le strisce umoristiche (Compy, Casimiro) si limitano solitamente ad una facciata.

Oltre ai fumetti già citati trovano spazio sulla rivista 4 episodi del fumetto dpt. Computer - Dipartimento Elaboratore Elettronico, strane storie di fantascienza dai finali multipli costruiti, a detta degli autori, con l'ausilio di un computer (francamente poco credibile). Idea originale e certamente in anticipo sui tempi che ha dato vita ad una serie di storie quantomeno interessanti. Alla realizzazione di questo fumetto si alternano diversi autori. Per i disegni Pistoglia e Sangiorgi, per i testi Peroni, Fagarazzi e Gomboli.

A partire dal terzo numero della rivista fanno la loro comparsa brevi storie autoconclusive. In alcune di queste (Lo sguardo che uccide, Il cavaliere nero) è riconoscibile lo stile di un giovane Giorgio Trevisan.
Sempre sul terzo numero fa la prima comparsa la strip, non particolarmente efficace, I monologhi di Ugo.

Sul quinto albo esordisce Compy, simpatica strip umoristica su di uno scienziato ed il suo computer, di Gomboli e Peroni.

Particolarmente significativo il sesto ed ultimo numero di Psyco che, come accennato sopra, pubblica integralmente La rivolta dei racchi di Buzzelli. Sull'albo, come accennato, non c'è alcun riferimento all'imminente chiusura della rivista. Sembra infatti che la chiusura della rivista non sia stata causata da problemi economici o di sfavore da parte del pubblico ma da semplici scelte editoriali.

I pochi articoli presenti sulla rivista si soffermano sugli stessi argomenti dei fumetti: stranezze, eventi soprannaturali, fantasmi ed affini. Su alcuni albi in quarta di copertina sono disegnate delle carte con buffi personaggi o vere e proprie cartoline da ritagliare e spedire (a patto di rovinare la rivista ovviamente).

(24/01/2010)

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