Obladà

Olbadà, sfortunata collana a fumetti di Mare Nero Editore

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Obladà


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La collana Obladà è un'interessante iniziativa editoriale del 2000 dell'editore Mare Nero che purtroppo non ha avuto fortuna ed ha portato alla pubblicazione di due soli volumi.

L'idea della collana, tutt'altro che infelice, è quella di recuperare grandi classici di fumetti, magari pubblicati fino ad allora solo su riviste di fumetto d'autore, in gran parte scomparse all'epoca della nascita di questa collana, e riproporli in libreria come classici senza tempo, un po' come avviene per i più 'seri' romanzi e saggi di letteratura. 
Quello che interessa a Mare Nero è quindi dare adeguato spazio nelle librerie a classici della letteratura disegnata, difficilmente riperibili in altro modo ('Storie bellissime e importanti di grandi autori ristampati in tutto il mondo, sono completamente assenti dalle nostre librerie').

Un'iniziativa particolarmente interessante che si propone di reintegrare 'quel patrimonio dell'immaginario che l'ignoranza e il pressapochismo di alcuni hanno temporaneamente annullato' ma che si è dovuta arrendere ad un mercato probabilmente non pronto ad accoglierla, se è vero che Obladà ha visto la pubblicazione di due soli albi.

Entrambi gli albi pubblicati facevano riferimento ad una produzione a fumetti di ispirazione sudamericana.
Il primo albo, sceneggiato da Carlos Trillo e disegnato da Eduardo Risso, propone la cupa e gotica Video Noir, graphic novel di derivazione horror ricca di divagazioni erotiche e di ancestrali e bibliche lotte tra il bene e il male.
Il secondo, sceneggiato sempre da Trillo ma disegnato da Domingo Mandrafina, presenta le avventure de Il cavalier di Gommasgonfia, una rivistazione in chiave moderna e grottesca delle vicende del Don Chisciotte di Cervantes, pubblicato a suo tempo, ma incompleto, dalla rivista L'Eternauta.

I due volumi sono stati pubblicati rispettivamente nel settembre e nell'ottobre 2000.

Gli albi sono realizzati ottimamente. Si tratta di brossurati con alette di 21 x 28 cm, dimensioni adeguate a far apprezzare appieno il lavoro dei due grandi disegnatori. I volumi non presentano redazionali e tutte le informazioni (su autori, fumetti e collana) sono pubblicate sui risvolti di copertina ed in quarta di copertina.
I fumetti vengono proposti nella versione in bianco e nero.
La foliazione è variabile: 100 pagine il primo volume e 56 il secondo.

Resta un po' l'amaro in bocca per una collana che sembrava aver tutte le carte in regola per ottenere un meritato successo.

(05/12/2012)

Gli albi di Obladà
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