L'isola dei mari ghiacciati

L'isola dei mari ghiacciati, secondo episodio del fumetto fantasy Thorgal di Rosinski e Van Hamme

[storia]

L'isola dei mari ghiacciati


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L’isola dei mari ghiacciati è il secondo episodio del fumetto Thorgal di Rosinski e Van Hamme (se si esclude la storia breve Quasi il paradiso...) e riprende il racconto dal punto in cui si era interrotto nel primo episodio, La Maga Tradita.

Thorgal e Aaricia devono sposarsi, il dissidio con Re Gandalf, è ormai un ricordo passato, ma già dalle primissime vignette Aaricia ci mette al corrente che suo fratello Bjorn Gandalfson è geloso di Thorgal, che vede come un rivale per il trono. Questa gelosia segnerà l’intero episodio. Mentre tutto sembra scorrere tranquillo, le donne che si perdono nella malinconia dei paesaggi nordici, gli uomini che si sfidano a gare di abilità tra idromele e tiro con l’arco, tre grandi aquile irrompono sulla scena e rapiscono Aaricia.

Qui la rappresentazione delle aquile non segue gli stilemi classici della mitologia norrena, nella quale l’aquila rappresenta il più eccelso tra gli uccelli, dotato di grande sapienza. Anche nel Kalevala, il grande poema epico finlandese, l’aquila è animale sapiente; infatti, donerà il fuoco all’eterno rapsodo Vainamoinen. In diverse culture l’aquila è simbolo di regalità ed ha funzione di psicopompo; trasporterebbe tra l’altro l’anima degli sciamani durante i riti di iniziazione. Con il cristianesimo l’aquila in simboleggerà il Cristo Salvatore ma sarà indicata anche come animale impuro (Deuteronomio 14,12).

In Tolkien, ne “Il Silmarillion”, troviamo le aquile poste sulle balze del Nord a vigilare Morgoth, capeggiate da Thorondor, re delle aquile, il più possente di tutti gli uccelli. Ne “Il Signore degli Anelli” troviamo i discendenti del mitico re dei rapaci: Gwaihir, il re dei venti; Landroval, la più grande di tutte le aquile del nord; Meneldor il veloce, che intervengono nella battaglia nel campo di Cormallen mettendo in fuga i Nazgul, e poi sulle pendici del Monte Fato salvano Frodo e Sam, che avevano distrutto l’anello.

Nel volume, invece, gli autori sottolineano il lato rapace delle aquile; aspetto presente nella mitologia nordica inteso, però, come l’aquila nemica delle serpi che strisciano sul terreno e quindi l’aquila vista come antagonista della materialità.

Nella storia le aquile rispondono ai comandi del Signore dalle tre aquile, che si scoprirà essere poi la figlia di Slive. Dopo il rapimento ha inizio l’inseguimento a bordo dei drakkar, classiche navi vichinghe che nell’immaginario comune presentano teste di drago a prua. Ma in realtà dalle indagini archeologiche risulta che queste navi avessero a prua anche decorazioni diverse, come ad esempio motivi spiraliformi. L’immagine della nave con la testa di drago viene spesso utilizzata nel cinema e nel fumetto per enfatizzare la spettacolarità di queste maneggevolissime imbarcazioni, che potevano anche essere trasportate a braccio sulla terraferma per superare tratti non navigabili.

Durante l’inseguimento, causa un ammutinamento, Bjorn e Thorgal verranno abbandonati in mare.

Stupende le tavole della visione del giardino del Valhalla da parte di Thorgal. Il colore, utilizzato con maestria, rende benissimo il passaggio dal mare ghiacciato ad un caldo giardino. Thorgal si sveglierà dalla sua visione perché inizierà a trasformare in ghiaccio tutto ciò che toccherà. Il richiamo al mitico Re Mida qui è quasi scontato.

Il drakkar vichingo, poi, verrà catturato dai rapitori di Aaricia che utilizzano un vascello tecnologico, privo di remi e vele, con armi evolute. Dimostrazione che le guerre vengono vinte non dai più forti, ma da chi possiede gli armamenti più avanzati.

Thorgal giungerà sull’isola del mare ghiacciato. Troverà gli Slug, un popolo impaurito, che ricorda molto gli Inuit, sia per l’abbigliamento che per i tratti somatici. Queste genti vivono sull’isola succubi dei “dominanti”, uomini provenienti dalle stelle. Dopo varie peripezie Thorgal troverà, in una fortezza fantascientifica, Aaricia, prigioniera di Slive. Nella descrizione della fortezza innumerevoli sono le sensazioni cinematografiche di tante pellicole a tema fantascientifico. In questo luogo alieno, la strega rivelerà le origini extraterrestri di Thorgal. L’eroe salverà la sua amata, e come un novello Spartaco, dopo aver liberato gli schiavi dalle miniere, utilizzate dai dominanti per recuperare combustibile fossile, ritornerà nella sua terra, accompagnato da quelli stessi vichinghi che lo avevano gettato fuori bordo senza pietà ma che ora, dopo essere stati tratti in salvo, lo acclamano come il conquistatore di un nuovo mondo.

Anche questo secondo episodio presenta una storia avvincente ed accattivante, ma anche qui ci sono piccoli passaggi che peccano di ingenuità, soprattutto nello sviluppo dei rapporti tra i vari personaggi. Thorgal sicuramente emerge per la sua generosità, che lo distanzia dal modello Howardiano, e lo avvicina ad un modello di fulgido eroe come Olaf Spadarossa. Nelle prossime uscite, sarà interessante seguire lo sviluppo psicologico di questo personaggio, creato dall’originale connubio belga polacco degli autori.

L'episodio L’isola dei mari ghiacciati è pubblicato per la prima volta a puntate sull’edizione belga della rivista Tintin da aprile a ottobre del 1978 ed è raccolto in volume nel 1980.

(19/06/2016)

Di seguito alcune delle edizioni pubblicate, in volume o rivista, della storia L'isola dei mari ghiacciati

Collana: Thorgal
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Scheda Tecnica

fumetto:
episodio n.:
2
storia:
L'isola dei mari ghiacciati
nome originale:
L'île des mers gelées
data pubblicazione:
04-1978
pagine:
46

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