Roy Mann

Roy Mann, fumetto di fantascienza d'autore di Sclavi e Micheluzzi

[fumetto]

Roy Mann


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Roy Mann, originale creatura del mondo del fumetto nata dalla collaborazione tra il grande Tiziano Sclavi da poco reduce dello straordinario successo di Dylan Dog, il suo personaggio più famoso, e l'altrettanto grande Attilio Micheluzzi, veterano del fumetto pronto a rimettersi in gioco con una storia assolutamente al di fuori dei suoi canoni e soprattutto con un nuovo stile, leggero e spiritoso.

A metà degli anni ottanta Sclavi consegna alla redazione di Comic Art una storia un po' folle che incontra subito i favori della rivista; i disegni vengono affidati ad Attilio Micheluzzi che si mette al lavoro con il consueto impegno; così nel 1987 vede la luce Roy Mann in uno strano mondo, primo episodio di questa collaborazione.
Roy Mann è nato come storia autoconclusiva ma sin da subito gli autori si sono mostrati pronti ad eventuali sequel, nel caso il personaggio avesse incontrato il favore del pubblico. Favore che puntualmente è arrivato consentendo a Sclavi e Micheluzzi di portare avanti un fumetto dalle indubbie potenzialità.
In tutto gli episodi di Roy Mann sono tre, tutti realizzati per la rivista Comic Art.
Le tre storie sono (tra parentesi i numeri di Comic Art su cui sono stati pubblicati ed il periodo):

- In uno strano mondo (C.A. nn. 34/39 - giu/dic 1987)
- Orizzonti di gloria (C.A. nn. 43/45 - mar/mag 1988)
- Quante volte tornerai (C.A. nn. 78/80 - apr/giu 1991)

Le storie sono poi state raccolte in volume dalle stesse edizioni Comic Art e dalle Edizioni L'Isola Trovata.

Le vicende si svolgono in America, a New York, negli anni '30. Il protagonista, Roy Mann, è uno sceneggiatore di fumetti dalla fervida fantasia che normalmente cura la serie Storie incredibili.
Prendendo in prestito l'idea dal film Sogni proibiti (la stessa alla base del nostrano Sogni mostruosamente proibiti di Neri Parenti) in cui un correttore di bozze finisce per rivivere le avventure che ogni giorno legge per questioni di lavoro, Roy Mann racconta le assurde vicende del nostro protagonista che si trova a vivere le trame dei suoi fumetti in una sorta di continuo gioco di specchi tra finzione e realtà.
Tra l'altro, quando Roy Mann si trova catapultato nella dimensione parallela si ritrova misteriosamente impegnato nella scrittura degli episodi della più famosa serie degli Avventurieri dello spazio. Questa è ovviamente solo la punta di un iceberg che vede il nostro eroe al cospetto con una realtà 'capovolta', onirica e surreale, dove le macchine possono volare tra le vette di grandi grattacieli, le nuvole possono essere di cotone idrofilo, le principesse ti attendono nude su comodi sofà e il pericolo è sempre in agguato.

L'altra palese fonte d'ispirazione per Sclavi è stata il romanzo Assurdo universo di Fredric Brown che viene più volte citato nello stesso fumetto; in alcune vignette si vede Roy Mann leggere questo libro ed il primo episodio della serie si chiude con una citazione dal testo ('...tutti gli universi concepibili esistono ...e io posso sceglierne uno migliore di quello che ho lasciato...').
Nel libro l'esplosione di un razzo sbalzava il protagonista in un universo parallelo; in Roy Mann, molto più prosaicamente, la stessa situazione sembra verificarsi in seguito all'esplosione accidentale di una caffettiera.

Il fumetto è ricco di citazioni; tra quelle fumettistiche è impossibile non notare l'evidente l'omaggio al Flash Gordon di Alex Raymond, sia nelle ambientazioni più oniriche in cui si trova coinvolto Roy Mann, che nei personaggi (la principessa Lara e soprattutto il malvagio Ling, evidente parodia anche nel nome del perfido Ming di Flash Gordon).

Le prime due storie hanno uno tono più umoristico e divertente; l'ultima pur non essendo una storia drammatica è certamente più cupa e 'realistica' e mostra un protagonista spaesato che cerca di capire cosa si nasconde dietro agli strani comportamenti di amici e colleghi e dietro i continui sbalzi tra realtà differenti. La realtà a cui va incontro gli riserverà amare sorprese. Scoprirà di essere stato lui stesso a scrivere i primi due episodi delle sue avventure ma a questa seguiranno scoperte ben più dolorose.

La serie è a colori. Lo stile di Micheluzzi è fortemente innovativo rispetto alla sua produzione precedente; l'autore esordisce con una linea chiara leggera e raffinata che si sposa alla perfezione con il tono allegro del fumetto.

(13/05/2009)

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