Zanardi

Zanardi, fumetto visionario e violento di Andrea Pazienza

[fumetto]

Zanardi


'Quando disegno dei nasoni grandi, a pera, voglio avvertire la gente che si tratta di una storia soft, quando invece comincio a fare i nasi a becco allora si tratta di storie dure' diceva Andrea Pazienza.

Zanardi, immagine volto tratta dal fumetto Giallo scolastico
Il volto espressivo di Zanardi in Giallo scolastico
Colasanti, detto Colas, va a spasso
Colasanti, il bello del gruppo

E' quindi naturale che il personaggio più cattivo e sgradevole, cinico e bastardo che lui abbia creato, lo studente liceale ripetente teppista Zanardi abbia un naso lungo e affilato come un rasoio. Naso destinato a crescere e diventare col tempo sempre più simbolicamente pronunciato e spigoloso.

Le storie di Zanardi sono quindi attraversate da una violenza continua e disturbante, specchio di un periodo vivo e pulsante ma difficile fatto di droga, sesso, violenza e voglia di vivere una vita all'estremo.
I protagonisti non sono altro che il risultato della società 'civile', una società che non sa dare risposte adeguate e che si fa portavoce di valori sbagliati. La contestazione studentesca che aveva permeato Le straordinarie avventure di Pentothal è qui un lontano ricordo; quegli ideali per cui lottare si sono smarriti lungo una strada lastricata di delusioni che ha forse lasciato la consapevolezza di non poter cambiare il mondo e portato questo nuovo personaggio di Paz verso la morte dei sentimenti o, come dice il suo autore, verso il vuoto ('La caratteristica principale di Zanardi è il vuoto. L'assoluto vuoto che permea ogni azione' dirà Pazienza in un'intervista su Linus dell'ottobre 1981).

Nella stessa intervista Pazienza  chiarisce come sia alla ricerca di un modo nuovo di raccontare, diverso dallo stile di Pentothal: 'Voglio ritrovare quella matematica che mi è mancata all’inizio. E’ quest’assenza in fondo che mi ha permesso di fare Pentothal, ma ora me ne devo assolutamente discostare'. E i primi passi verso il nuovo modo di raccontare erano stati già mossi da Pazienza nella storia percedente, Giorno, pubblicata sul terzo numero di Frigidaire.

Tornando a Zanardi non si può non sottolineare come nonostante le ripetute nefandezze perpetrate dai protagonisti, che vanno dalla violenza all'omicidio, dal ricatto allo stupro, si finisce quasi per parteggiare per questi giovani disadattati, inconsapevoli contestatori di un mondo che non va. Così alla fine, leggendo i fumetti di Zanardi (Massimo di nome, 'Zanna' per gli amici), si prova simpatia per lui e i suoi compagni di 'avventure', il bello, ricco e imperturbabile Roberto Colasanti, detto 'Colas' e l'impacciato e sfigato Sergino Petrilli detto 'Pietra'. Umani, troppo umani in confronto alla mediocrità dilagante degli altri personaggi che passano sul mondo senza lasciare un segno, una traccia.
Segno invece lasciato da Zanardi: una striscia di sangue, violenza, eroina, umori vari e la sensazione sgradevole di comportarsi nel peggior modo possibile e non provare alcun rimorso, anzi di essere partecipi e divertiti.

Sergino Petrilli detto Pietra (volto)
Sergio Petrilli detto 'Pietra'

Ma se Zanardi e Colasanti sono due 'lupi', dei vincenti che si muovono con sicurezza sul mondo, lo stesso non si può dire di Petrilli. E' vero che fa parte del gruppetto e partecipa con gli altri due alle turpi vicende ma in fondo resta sempre un po' discosto, in disparte sullo sfondo e un po' succube dell'amico/nemico Zanardi; è sicuramente il 'debole' dei tre ed in quanto tale destinato a soccombere, cosa che puntualmente si verifica per ben due volte: in Notte di Carnevale dove muore orrendamente deturpato tra le fiamme di un incendio che ha contribuito a generare, e, più stupidamente investito da un camion, nella successiva storia La proprietà transitiva dell'uguaglianza.

Zanardi fa la sua apparizione nel 1981 su Frigidaire, rivista che ha segnato un epoca grazie alla capacità di sperimentare ed osare di tanti grandi fumettisti (oltre a Pazienza: Liberatore, Tamburini, Mattioli, Scozzari e molti altri).

Copertina di Frigidaire dedicata a Zanardi
Copertina di Frigidare n. 11 dedicata a Zanardi

C'era altra violenza nei fumetti, specialmente sulle riviste underground dove Pazienza era solito pubblicare le sue storie, specialmente sulle pagine della rivista-culto Frigidaire, scardinatrice di costumi e scorretta all'inverosimile (finita più volte di fronte al tribunale per denunce di vario genere); c'era ad esempio la violenza inusitata e gratuita presente nel fumetto Ranxerox dove il protagonista uccide e deturpa fantasiosamente e senza alcuno scrupolo chiunque gli sbarri la strada che lo separa dalla piccola Lubna, ma si trattava pur sempre di un robot, un androide e comunque di un fumetto di fantascienza, un futuro magari prossimo, sicuramente degradato e violento ma  era qualcosa di non immediato, filtrato dal tempo e dallo spazio, non presente da subito, nella vita di tutti i giorni, nella persona che ti passa accanto.
Quella di Zanardi è violenza e malvagità pura, gratuita e insensata ma dello spaccato quotidiano, del compagno di banco o del vicino di tenda in campeggio, tanto più feroce quanto plausibile, possibile e perfino reale. La violenza di ogni giorno moltiplicata all'infinito e vissuta continuamente e freneticamente ma soprattutto apaticamente, nel fluire lento delle ore di ogni giorno.

Il personaggio è stato creato da Pazienza per la rivista Frigidare; fa la sua comparsa sul numero 5 di Frigidaire del marzo 1981 con la storia Giallo scolastico.
E, come ammette Pazienza, Zanardi gli scivola di mano e quasi vive di vita propria: 'Il personaggio ha, insomma, superato l’autore: arrivato alle ultime due vignette mi sono accorto di aver giocato, forse, con un personaggio più grande di me. In modo tale da rendermi difficile spiegare le sue azioni' dirà nella stessa intervista su Linus del 1981.
Nelle ultime due vignette, quando scopriamo che Zanardi non è cosi stupido da mettere la 'polvere' sotto la fodera dell'agenda e che quindi il problema che ha innescato il giro folle di omicidi e violenza è tutto una burla, o magari una piccola vendetta verso chi ha osato toccarla la sua agenda, ma comunque la polvere non c'era e la tragedia si poteva evitare. Tragedia, divevamo? Quale tragedia? Nella penultima vignetta lo sguardo allucinato di Zanardi non ha bisogno di alcuna spiegazione, un sorriso malefico e "Oh gente, è troppo buona! Bisogna festeggiare!" sarà il commento di Zanardi alla notizia dell'omicidio della preside. E il gioco è fatto, il personaggio più malvagio, più 'umanamente' e realisticamente cattivo del mondo dei fumetti fa il suo primo passo nella Storia del fumetto.

Le storie di Zanardi si dividono tra alcune delle più importanti riviste di fumetti degli anni ottanta: Frigidaire, Corto Maltese, alter alter e Comic Art.
L'elenco completo dei fumetti di Zanardi è il seguente (tra parentesi rivista e data della prima pubblicazione della storia):

- Giallo scolastico (Frigidaire n. 5, marzo 1981)
- Pacco (Frigidaire n. 11, ottobre 1981)
- Verde matematico (Frigidaire n. 15, febbraio/marzo 1982)
- Notte di carnevale (Frigidaire, nn. 18-20-23, maggio-luglio-novembre 1982)
- La proprietà transitiva dell'uguaglianza (prologo realizzato per il volume Zanardi, Primo Carnera Editore, febbraio 1983)
- Massimo Zanardi l'inesistente (Frigidaire n. 29, aprile 1983)
- Lupi (Corto Maltese n. 8, maggio 1984)
- Cravatte (alter alter n. 11, novembre 1984)
- Zanardi. La prima delle tre (alter alter numero 1/2, gennaio/febbraio 1985)
- Prologo (Comic Art n. 28, dicembre 1986)
- Cuore di mamma (Comic Art n. 28, dicembre 1986)
- Cenerentola 1987 (Comic Art nn. 29/31, gennaio/marzo 1987)
- Zanna (Comic Art n. 32, aprile 1987)
- Zanardi at the war (Comic Art n. 36, settembre 1987)
- Zanardi medioevale (Comic Art nn. 37/39-42/43, ottobre/dicembre 1987-marzo/aprile 1988)
- Storiella bianca (Comic Art n. 40, gennaio 1988)
- La logica del fast-food (Comic Art n. 41, febbraio 1988)
- Storiella inedita di Zanardi (breve divertissement pubblicato sul volume Paz, editore Einaudi, 1997)

Le storie pubblicate dalla rivista Frigidaire, per la quale il personaggio è stato creato, vanno da Giallo scolastico a Massimo Zanardi l'inesistente ma dello stesso periodo è anche La proprietà transitiva dell'uguaglianza, realizzata da Pazienza come prologo ed epilogo alle storie pubblicate su Frigidaire, in occasione della loro riproposizione in volume nel 1983 e non pubblicata sulla rivista.

Zanna, Pietra e Colas in Lupi
Zanardi, Petrilli e Colasanti in Lupi

E' in questo periodo che Pazienza interrompe la collaborazione con Frigidaire e inizia a collaborare con nuove testate.
Dopo la breve e bellissima Lupi realizzata per la rivista Corto Maltese nel 1984 e la parentesi fiorentina di La prima delle tre in cui Zanardi si trova faccia a faccia con l'assassino delle coppiette ma anche con suo creatore/alter ego Andrea Pazienza, storia lunga di 40 pagine pubblicata per alter alter, Zanardi approda sulla rivista che ospiterà le sue avventure fino alla sua prematura scomparsa. E' il dicembre del 1986 e Zanardi sbarca sulla rivista Comic Art esordendo sul numero 28 del dicembre 1986. Sulla stessa rivista Pazienza precisa, in un'intervista rilasciata per l'occasione, come Zanardi non sia più studente, abbia finito la scuola anche se questa rimane uno dei suoi abituali luoghi di ritrovo.

Zanardi cavaliere in Zanardi medievale
Zanardi cavaliere nel bellissimo ma incompiuto Zanardi medievale

Quindi un po' di tempo è passato dalle storie precedenti ed in effetti da questo momento non vedremo più Zanardi tra i banchi di scuola anzi nel corso di questa nuova serie di avventure si allontanerà dalle metropoli contemporanee calandosi in scenari più distanti nel tempo, nello spazio e nel sogno.
L'ambientazione del fumetto è in un primo momento estremamente reale e riconscibile, la Bologna degli anni '80, nell'immaginario Liceo Scientifico 'Enrico Fermi' ed altre citta italiane (come Scandicci in Zanardi. La prima delle tre). In seguito è invece possibile vedere Zanardi sul fronte russo nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, o catapultato all'epoca delle crociate nel bellissimo e purtroppo incompiuto Zanardi medievale.

Molte di queste storie sono state riprese e riproposte in volumi esauriti e ristampati più volte. Tra le pubblicazioni più recenti vanno segnalati Zanardi e Zanardi 2. Istantanee (contenente solo illustrazioni sul personaggio) della Baldini & Castoldi e il volume Zanardi pubblicato nel 2006 in allegato alla rivista L'Espresso come primo dei quattro volumi dedicati dalla rivista al grande Paz.

Zanna. Tavola onirica
Un'onirica tavola di Zanna

Lo stile utilizzato da Pazienza per i fumetti di Zanardi varia nel tempo; Pazienza ha realizzato le storie con mezzi diversi.
Le prime nello stile più classico dell'autore, realizzate in bianco e nero con gli amati pennarelli; le stesse storie sono poi state ricolorate in occasione della pubblicazione in volume di Zanardi, edizioni Primo Carnera, del 1983 affidandone la colorazione ad alcuni allievi di Pazienza. L'abbondante uso di tratteggi dimostra come la colorazione sia stata presa in considerazione solo successivamente. Le stesse storie sono state in seguito colorate da Marina Comandini, la moglie di Pazienza, in occasione della loro ripubblicazione sulla rivista Il Grifo, colorazione riproposta nel volume Zanardi edito da Baldini & Castoldi.
E' Notte di carnevale la prima storia di Zanardi pensata e realizzata a colori da un Pazienza che utilizza per l'occasione uno stile molto pittorico che adeguatamente alleggerito porterà alla realizzazione delle altre storie a colori di Zanardi: l'incantevole Lupi, Zanna, Zanardi at the war e l'incompiuto Zanardi Medievale (splendidamente colorato da Marina Comandini), .

Zanardi è inoltre presente su decine di illustrazioni, copertine di riviste ed una marea di schizzi e disegni vari (in parte raccolti sul già citato volume Zanardi 2. Istantanee).

Il personaggio di Zanardi è stato portato sul grande schermo (insieme ad altri personaggi di Pazienza) nel film, non completamente riuscito, Paz! di Renato de Maria, dedicato all'opera del fumettista, dove era interpretato dall'attore Flavio Pistilli.

(14/01/2009)

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