Il giornalino di Gian Burrasca

Il giornalino di Gian Burrasca a fumetti (di Nizzi e De Luca)

[storia]

Il giornalino di Gian Burrasca


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Pubblicato a puntate sulle pagine de Il Giornalino, tra il n. 38 ed il n. 47 del 1983, Il giornalino di Gian Burrasca è un adattamento a fumetti abbastanza fedele dell'omonimo romanzo scritto da Vamba, adattamento realizzato da Claudio Nizzi nei testi e Gianni De Luca per i disegni.

Gianni De Luca giunge a disegnare le vicende di Giannino Stoppani, soprannominato Gian Burrasca dalle sorelle (con suo estremo disappunto) a causa delle sue monellerie, dopo aver realizzato alcuni dei suoi capolavori a fumetti. Il giornalino di Gian Burrasca infatti si situa cronologicamente dopo la splendida trilogia shakespeariana (La tempesta, Amleto, Romeo e Giulietta) e dopo la conclusione della lunga saga del commissario Spada (terminata in grande stile con l'episodio Fantasmi del 1982). Dopo aver dimostrato le sue grandi doti in queste opere, con innovazioni incredibili e avanguardistiche in merito al linguaggio del fumetto, De Luca si avvicina a Gian Burrasca con uno stile più tradizionale, almeno nella costruzione di tavole e vignette, giocando invece maggiormente su un nuovo stile di disegno, sempre personalissimo, insolitamente umoristico (che a tratti, in qualche aspetto, ricorda Jacovitti), straordinario nel rendere atmosfere retrò e liberty. La cosa che caratterizza il fumetto è dunque lo stile umoristico ma allo stesso tempo rigoroso, filologicamente accurato nelle ricostruzioni, visivamente molto ricco.

Nizzi adatta con gusto (ed ovviamente con grande umorismo) le vicende di Gian Burrasca, realizzando una splendida avventura per ragazzi, e prendendosi occasionalmente (come è naturale che sia) qualche libertà rispetto al romanzo originale, per adattare le vicende al gusto di un pubblico più moderno e per ottenere una coerenza unitaria dell'opera. La libertà maggiore che Nizzi introduce è la maturazione finale del protagonista, che decidere di mettere la testa a posto dopo le esperienze vissute nel collegio (maturazione assente nel romanzo, in cui il finale aperto lasciava presagire un seguito poi non realizzato).

Le avventure, abbastanza note, di Gian Burrasca, sono incentrate sui disastri creati dall'eccessiva vivacità del protagonista, un ragazzino sempre pronto a fare pasticci, più o meno consapevolmente. E' anche vero che talvolta le situazioni imbarazzanti create dal protagonista derivano dai comportamenti ipocriti e falsi (o, nel caso dei gestori del collegio, addirittura criminosi) degli adulti ed il risultato delle azioni di Gian Burrasca è solo quello di ripristinare, con una finta ingenuità, uno stato delle cose più naturale, sebbene a volte meno politicamente corretto.

I guai raccontati da Giannino Stoppani in forma di diario iniziano quando deve partecipare ad una foto di famiglia, che riesce a rovinare con una smorfia. L'ingiusto conseguente castigo ricevuto lo spinge a mostrare con comprensibile contrappasso le foto dei fidanzati delle sorelle, da queste vergate con beffarde dediche umoristiche, agli stessi fidanzati, ottenendo così la rottura di ogni rapporto tra di loro. Da lì in poi sarà sempre peggio, sia che le intenzioni di Gian Burrasca siano buone sia che derivino da consapevoli marachelle. Si succedono così episodi noti e meno noti, come le vicende della piantina fatta crescere miracolosamente sotto gli occhi della zia Bettina per farle una sorpresa, la fuga in automobile col compagno di classe Cecchino (che però non ha idea sul funzionamento dei freni), il tentativo di replicare le mirabolanti gesta di un prestigiatore o il nefasto esito della eccessiva onestà nei confronti del ricco e attempato signor Venanzio, con conseguenze impreviste nel suo testamento. Le tante marachelle spingono infine il padre di Giannino a mandarlo nel collegio Pierpaolo Pierpaoli, dove troverà nuovi amici e dovrà affrontare i terribili metodi dei direttori-aguzzini.

Nella sua originaria pubblicazione a puntate su Il Giornalino, lo storico settimanale a fumetti per ragazzi delle Edizioni Paoline, Il giornalino di Gian Burrasca è stato presentato a colori, con interessanti scelte cromatiche che staccavano i personaggi principali dagli sfondi o dai personaggi secondari (in pratica, spesso i personaggi e gli ambienti di contorno erano colorati a tinta unita e solo i personaggi coinvolti nell'azione erano variopinti, risaltando nettamente sul resto). Ad ogni episodio del fumetto era assegnato un titolo, sebbene la storia costituisse poi un'unica avventura. Successivamente, nella riproposizione nel volume Gian Burrasca e altre storie, edito da Black Velvet nel 2008, il fumetto è stato proposto, senza suddivisione in episodi, in uno splendido bianco e nero che valorizza ancora di più i disegni di De Luca. In questa versione il nome del fumetto è stato modificato da Il giornalino di Gian Burrasca in Il diario di Gian Burrasca.

(18/12/2011)

Di seguito alcune delle edizioni pubblicate, in volume o rivista, della storia Il giornalino di Gian Burrasca

Collana: Singoli Jr.
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Scheda Tecnica

storia:
Il giornalino di Gian Burrasca
data pubblicazione:
1983
pagine:
81

testi:
disegni:

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