L'Inferno di Topolino

L'Inferno di Topolino - Fumetto Disney di Martina e Bioletto

[storia]

L'Inferno di Topolino


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L'Inferno di Topolino è una splendida avventura a fumetti di Topolino realizzata nel 1949 dagli italiani Guido Martina ai testi ed Angelo Bioletto ai disegni. Si tratta di un episodio storico di Topolino, molto apprezzato dal pubblico e per questo ristampato spesso. L'inferno di Topolino è sicuramente una delle più amate e importanti storie Disney realizzate in Italia. Ed è anche il primo esempio del successivamente ricco filone de Le Grandi Parodie.

L'Inferno di Topolino cerca di adattare il capolavoro dantesco in una rielaborazione a fumetti pensata per i più piccoli. Ma il senso e lo spirito dell'Inferno di Dante sono conservati ed il risultato è un'opera straordinaria e visivamente affascinante (Bioletto realizza delle tavole stupende, estremamente coinvolgenti, nelle quali non mancano di certo i riferimenti a storici illustratori della Divina Commedia come Gustave Dorè).

Il ruolo di Dante è ovviamente affidato a Topolino mentre quello di guida-Virgilio è affidato allo stralunato Pippo (irresistibile fin dalla sua prima apparizione, sulla soglia dell'Inferno, in bicicletta).

Il fumetto cerca di riadattare o ammorbidire i peccati e le pene dantesche per renderle adatte e comprensibili ad un pubblico di ragazzi (ma non mancano toni e pene tutt'altro che leggeri), recuperando numerosi spunti ed ispirazioni dall'originale e mantenendo la legge del contrappasso. Chiaramente alcuni peccati svaniscono mentre ne nascono di nuovi, pensati specificamente per i bambini e ragazzi di età scolare. Fioriscono così una serie di nuove pene e nuovi dannati, dai maestri troppo severi ai bambini che marinano la scuola, ai bimbi discoli o sofferenti di mali immaginari. Non mancano le personificazioni delle materie e dei personaggi storici che affliggono gli studenti, dall'aritmetica al sofisma, da Omero a Cesare, ospiti dell'Inferno e presi di mira dai ragazzini.

Per quel che riguarda i bambini discoli la legge del contrappasso fa sì che chi si fingeva malato venga ora curato da schiere di "premurosi" diavoli infermieri, chi era monello in classe sia trasformato in banco e sottoposto alle vessazioni di alunni-somari e simili trovate. Ma tutti i bambini saranno infine salvati dalla loro cattiva sorte grazie alla promessa di essere più buoni.

L'adattamento dantesco in chiave Disney è insolitamente carico di elementi cruenti, per quanto trattati in chiave umoristica, non a caso in alcune occasioni è stato pubblicato in una versione censurata. Basti osservare l'immagine di Ezechiele Lupo beccato dalle galline o le torture perpetrate dai demoni ai bambini che marinano la scuola. Il fumetto è allo stesso tempo irresistibilmente divertente, splendidamente scritto da Martina che inanella una sequenza di trovate eccezionali e disegnato superbamente da Bioletto, che dipinge dei diavoli fantastici e cupe visioni dell'Inferno.

Nel fumetto L'Inferno di Topolino gli autori cercano di inserire gran parte dei personaggi Disney, non solo del mondo dei fumetti. Così oltre ai classici Paperino, Topolino, Pippo, Gambadilegno ed altri eroi dello stesso rilievo, si trovano personaggi minori come Geppetto, Pinocchio, il gatto e la volpe, Ezechiele Lupo, Lupetto, i tre porcellini, i tre amigos, Clarabella, compare Orso, sora Volpe e tantissimi altri personaggi, alcuni relegati come dannati nei vari gironi dell'Inferno altri fortunatamente adibiti ad altri ruoli. Per Paperino è scontata la collocazione nel girone degli iracondi.

Gli endecasillabi danteschi sono inseriti sotto ogni vignetta e spesso descrivono in modo elegante e "politicamente corretto" quel che accade nella vignetta soprastante, solitamente proposto con toni più popolari e grotteschi, enfatizzando in questo modo l'effetto umorisitico della narrazione.

In chiusura di fumetto i due autori Martina e Bioletto, collocati nel girone dei traditori, chiederanno scusa a Dante per aver osato stravolgere la sua opera ma saranno salvati per averlo fatto a fin di bene, ovvero per far divertire i lettori di Topolino. Nel finale il fumetto si rivolge con affetto all'Italia invitandola a rialzare la testa e tornare alla propria grandezza (bisogna ricordare che L'Inferno di Topolino è realizzato negli anni del dopoguerra).

Chiaramente il fumetto può avere livelli di lettura differenti, essendo sentito l'omaggio a Dante e tanti i riferimenti/strizzate d'occhio alla Divina Commedia e ad altre opere di Dante, ma è godibilissimo per i ragazzi di ogni età.

Il fumetto è stato pubblicato sulle pagine di Topolino libretto dal n. 7 al n. 12, a cavallo tra il 1949 ed il 1950. In seguito è stato ristampato spesso data la sua fama di classico. L'inferno di Topolino è una delle prime storie ad evidenziare il nome dell'autore dei testi. La pratica di specificare gli autori delle storie Disney si avrà infatti solo a partire dagli anni '80, precedentemente le storie riportano solo il nome di Walt Disney. In questa storia è stato riconosciuto a Guido Martina il ruolo di "verseggiatore" sin dalla prima pubblicazione nel 1949.

(30/04/2011)

Di seguito alcune delle edizioni pubblicate, in volume o rivista, della storia L'Inferno di Topolino

Collana: Topolino Story
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Scheda Tecnica

fumetto:
storia:
L'Inferno di Topolino
data pubblicazione:
1949
pagine:
69

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