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Che - La vita di Guevara in un fumetto di Oesterheld e Breccia Alberto ed Enrique

[storia]

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Sono ormai innumerevoli le opere (fumetti, libri, film, canzoni) dedicate alla vita ed al pensiero del grande rivoluzionario argentino Ernesto "Che" Guevara. Tra queste un posto d'onore spetta senz'altro a Che, partecipe fumetto scritto da Hector Oesterheld e disegnato da Alberto Breccia e dal figlio Enrique Breccia (per il quale rappresenta probabilmente la prima opera importante) nel 1968, ad un anno dalla morte del Che, avvenuta il 9 ottobre 1967.

Sono tanti i motivi che rendono unico questo fumetto. Il fatto stesso di essere realizzato da autori argentini, autori quindi vicini anche geograficamente oltre che emotivamente al Che, ma non ultimo il fatto di essere un'opera realizzata a ridosso della morte del grande rivoluzionario, quando il sentimento per la sua scomparsa era profondamente vivo e prima che l'immagine del mito diventasse un'icona mondiale, oggetto talvolta di operazioni meramente commerciali.

Il Che di Oesterheld e Breccia non intende cavalcare l'aspetto più mitico ed eroico di Guevara bensì raccontarne con sincerità le vicende inserendole nel loro contesto storico-geografico e nel loro significato umano e politico. Il fumetto racconta quindi un lato umano del personaggio ma soprattutto i moventi ed i significati delle sue eclatanti scelte. Non manca la narrazione delle vicende militari, che sono spesso spogliate del carattere eroico, che descrivono le difficoltà fisiche e psicologiche della guerra, le delusioni e le amarezze, in particolare per la mancata comprensione ed appoggio del popolo boliviano alla causa rivoluzionaria. Il fumetto racconta quindi gli ideali del Che, cercando di spiegare il significato del suo intervento rivoluzionario e la sua visione politica, descrivendo al contempo l'immagine di un uomo eccezionale.

Il fumetto racconta la vita del Che procedendo su due binari paralleli. Ovvero alternando episodi che descrivono l'infanzia e giovinezza del Che, il suo impegno umano e lo storico viaggio in moto latinoamericano con Alberto Granado, l'impegno politico, la rivoluzione cubana ed i suoi incarichi diplomatici dopo la conquista di Cuba (disegnati da Breccia padre) ad episodi della guerriglia boliviana (disegnati dal figlio Enrique). Oesterheld, il più grande sceneggiatore argentino, realizza come sempre un'opera eccezionale (utilizzando in parte ricordi tratti dai diari del Che), servito in maniera mirabile dai 2 grandi disegnatori.

Alberto Breccia utilizza in quest'opera uno stile più tradizionale e solo occasionalmente si concede qualche vignetta sperimentale, con il ricorso a collage ed altre tecniche. Un segno che vuole essere quindi imparziale e descrittivo, al servizio della importante funzione storica dell'opera. Il figlio Enrique invece opta per uno stile dai forti contrasti, bianchi e neri netti, personaggi stilizzati e grotteschi, uno stile cupo ed evocativo estremamente adatto a narrare gli ultimi giorni del Che e le ambientazioni della guerriglia. Ma la differenza di stile non rende meno unitaria la percezione dell'opera, semplificando anzi la comprensione del passaggio da un periodo all'altro della vita del Che, dato che gli episodi di Breccia padre e figlio sono proposti in parallelo.

Il fumetto ha una vita editoriale travagliata. Nel 1968 un editore argentino chiede a Oesterheld una serie di fumetti per una collana di volumi dedicata a grandi personaggi argentini. Il primo volume di questa collana sarà proprio quello dedicato al Che. Il volume otterrà immediatamente un successo incredibile, ben al di là delle previsioni. Ma nel 1973, con l'avvento della dittatura militare, il libro sul Che finirà tra quelli messi al bando dal neonato regime ed il suo destino sarà segnato. Diventa infatti estremamente pericoloso conservare copie di quel libro sotto la dittatura e così la gente è costretta a distruggere le copie in proprio possesso. Anche le tavole originali subiscono la stessa fine e sono definitvamente distrutte da Breccia. Qualche anno dopo Oesterheld, come è noto, entrerà a far parte della tristemente immensa schiera dei desaparecidos argentini. Ma qualche copia del Che in realtà scampa alla distruzione, sembra che lo stesso Breccia abbia sotterrato nel suo giardino alcune copie da recuperare al termine della dittatura.

Il volume riappare quindi in Spagna nel 1985, per le riproduzioni si parte dalle poche copie salvate dell'edizione argentina. Dopo la Spagna il volume è distribuito anche in altri paesi ma non sembra avere comunque una grande diffusione. In Italia arriva nel 1995 ad opera di una piccola casa editrice milanese, la Topolin Edizioni. Successivamente è riproposto con una maggiore diffusione in un bel volume nel 2007 dall'editore Rizzoli.

Il fumetto del Che è suddiviso nei seguenti capitoli/episodi:

ordinetitolodisegnipagine
01 Bolivia Enrique Breccia
5
02 Ernestito Alberto Breccia 3
03 8 maggio Enrique Breccia 4
04 El Chancho Alberto Breccia 3
05 14 maggio Enrique Breccia 3
06 El Che Alberto Breccia 5
07 17 maggio Enrique Breccia 2
08 6 luglio Enrique Breccia 3
09 Sierra Maestra Alberto Breccia 27
10 7 ottobre Enrique Breccia 4
11 El Yuro Enrique Breccia 5
12 La Higuera Enrique Breccia 6

 

(18/04/2011)

Di seguito alcune delle edizioni pubblicate, in volume o rivista, della storia Che

Collana: 24/7
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Scheda Tecnica

storia:
Che
nome originale:
La vida del Che
data pubblicazione:
1968
pagine:
70

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