Garfield

Garfield di Jim Davis, il gatto più divertente dei fumetti

[fumetto]

Garfield


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Chissà perché i gatti nei fumetti sono sempre pigri, inaffidabili, egoisti e mangioni.  Tra questi spicca per la qualità dei suoi difetti Garfield, gatto (molto) domestico protagonista di una delle strisce a fumetti più famose di sempre che proprio dal protagonista prende il nome: Garfield.

Se si facesse una ricerca tra i gatti dei comics per individuare quello più pigro, inaffidabile, egoista, mangione (e divertente) sicuramente sarebbe lui a svettare in cima alla classifica; Garfield, che di queste caratteristiche non solo è il maggiore portatore ma è anche colui che le esibisce ed ostenta con una fierezza che ha ben pochi rivali.

La strip nasce nel 1976 (la prima vignetta è stata pubblicata il 19 giugno 1978) ad opera di Jim Davis, un giovane fumettista che azzecca quasi subito la via del successo con questa striscia che gli darà fama internazionale.

Garfield è un gatto domestico che vive presso di quello che potremmo considerare il suo padrone, il single sonnacchioso e un po' sfigato Jon Arbuckle, un uomo giovane, allampanato e svampito, dall'espressione perennemente assonnata.

Sotto lo stesso tetto vive anche il cane Odie, esemplare di amico a quattro zampe decisamente tontolone e fonte praticamente infinita di divertimento per Garfield.

Graficamente Garfield è un gatto arancione tigrato a striature nere (ovviamente il colore non si vede nelle strisce giornaliere, stampate in bianco e nero, ma solo nelle tavole domenicali o nella pubblicazione in volumi), razza ginger, fieramente sovrappeso (nonostante sporadici cedimenti di coscienza). Ama mangiare ed odia, chissà poi perché visto che non lavora, il lunedì.

Davis disegna i personaggi con un tratto morbido ed arrotondato. Con pochi tocchi riesce a dare vita a buffi personaggi ottimamente caratterizzati, spassosi ancora prima di aprire bocca. All'autore basta ricorrere a pochi dettagli per rendere al meglio lo stato d'animo dei protagonisti; sono in particolare i grandi occhi a veicolare i sentimenti degli attori con la massima espressività, occhi spalancati per lo stupore o aperti a metà quasi a chiedersi se esista limite alla stupidità (spesso umana) o infine con un unico spiraglio di apertura, sintomo di sonno arretrato o di come ogni speranza di 'redenzione' sia vana.

Sono questi tre, l'umano Jon, il gatto Garfield ed il cane Odie, i personaggi principali della serie, quelli che ricorrono più spesso nella strip anche se il protagonista incontrastato resta lui, il gatto Garfield, spesso mattatore unico per lunghe serie di vignette. 
E' comunque vero che l'ozioso micione dà il meglio di sè negli impagabili ed esilaranti duetti con Jon, padrone in qualche modo succube dell'esuberanza del gatto. Meno performanti ma comunque spassosissimi i duetti con l'altro inquilino di casa Aburkle, il cane Oddie.

Ovviamente anche gli altri personaggi hanno loro spazi e portano avanti situazioni comiche a sè stanti, indipendenti dalla vita del gatto, specialmente Jon maldestramente alle prese con ragazze di volta in volta diverse che incredibilmente, almeno per Garfield, riesce persino ad avvicinare.

Meno efficace è il personaggio del cane Oddie che ha spesso bisogno di interagire con il protagonista della serie per funzionare al meglio. 

Stranamente nella strip sono quasi esclusivamente i gatti a pensare ed a parlare, gli altri animali ed in particolare i cani (non proprio tutti ma la maggior parte, e in ogni caso, Odie) sono animali a tutti gli effetti e si esprimono soltanto attraverso versi.

Garfield si rivolge direttamente agli umani con il pensiero e spesso sembra che instauri dei veri e propri dialoghi con le persone ma la verità e che le sue azioni e le sue espressioni sono così trasparenti da lasciare ben poco spazio all'immaginazione.

Esistono poi personaggi minori che si affacciano di tanto in tanto o che appaiono e scompaiono nel giro di poche sequenze di strisce.

Tra gli esseri umani sono impagabili la cameriera Irma, unica proprietaria e gestrice di un classico locale bar/ristorante americano aperto 24 ore su 24 e la veterinaria di Garfield, Liz, affascinante ma poco disponibile ad instaurare rapporti che esulino da quello professionale con Jon, costretto a rimorchiare un attaccapanni per far ingelosire la bella dottoressa.

Tra gli animali che popolano la striscia uno dei personaggi minori più ricorrenti è Nermal un gatto più piccolo e grazioso di Garfield, piuttosto fissato sulla propria carineria e su una visione edonistica del mondo.

Ricorrono più volte anche animali non riconoscibili se non per la specie di appartenenza come i ragnetti per i quali Garfield nutre una sincera avversione e che cerca di continuo di spiaccicare sotto gli oggetti più vari; i topi, spesso presenti solo idealmente attraverso i buchi nei muri, fissati apaticamente da un Garfield tutt'altro che interessato alla loro caccia e solo di rado presenti  attivamente nelle strip; diverse gatte corteggiate nel corso del tempo dal nostro eroe, in particolare la gatta bianca vagamente vamp Arlene

Ma esistono anche altri 'personaggi' non necessariamente animati ma con caratteristiche fisiche e con la possibilità di pensare che li rende a tutti gli effetti attori all'interno della striscia. Sono tanti gli oggetti che alle volte si lasciano andare a considerazioni, pensieri ed opinioni; tra quelli che ricorrono più di frequente abbiamo una bilancia elettronica (ha anche un nome, Rx-2), la cuccia di Garfield ed i fiori del prato. 

Tra questi è sicuramente la bilancia ad avere il maggior spessore psicologico. Nutre una naturale avversione, e non potrebbe essere altrimenti, per il micione che odia le diete e che di conseguenza la sottopone a sforzi estremi ogni qualvolta prova a pesarsi. 

I temi ricorrenti nella striscia sono veramente tanti; tra i più frequenti abbiamo:

  • l'ozio di Garfield, il paffuto protagonista ama oltre ogni cosa dormire e detesta, come ogni lavoratore, il lunedì, anche se non si capisce perché visto che non lavora e che dedica al lunedì due secondi di attività (il tempo di svegliarsi, stirarsi e riaccucciarsi per dormire di nuovo);
     
  • il rapporto di amore/odio tra Garfield e la tv. Il gatto si rende conto dell'inutilità della televisione, della scarsa qualità dei programmi e così via ma non riesce a fare a meno di guardarla ed a sentirsi appagato di ciò (metafora abbastanza palese di una condizione diffusa);
     
  • il rapporto di Garfield con il cibo. Garfield ama mangiare e non lo nasconde; questo è ben visibile anche nell'aspetto del felino, decisamente sovrappeso. E' assolutamente sconsigliato lasciare alla sua portata qualsiasi leccornia; è capace di ingollarsi un'intera torta in un solo boccone. Raramente prova dei sensi di colpa per queste sue azioni e gli unici scupoli dai quali può eventualmente essere scalfito sono quelli del suo peso, ma anche in questo caso non è particolarmente angustiato dalla cosa e se li fa passare immediatamente;
     
  • strettamente connesso al precedente è il rapporto di Garfield con la bilancia; questo strumento di misurazione del peso si fa a volte, come altri oggetti inanimati della strip, portavoce di pensieri umani spesso sarcastici quando non proprio offensivi nei riguardi del gatto (pagandone a volte le spese);
     
  • il rapporto di Garfield col cane Odie. Garfield si rivela manesco e ingiurioso nei confronti del cane; approfitta della stupidità di Odie per fargli fare tutto quello che vuole ma il cane, nella sua ingenuità, non sembra curarsene e continua a mantenere stampata sul volto l'espressione tipica di beota felicità (bocca spalancata e lingua a penzoloni);
     
  • il rapporto tra Garfield e il suo padrone Jon. Il mite e assonnato Jon si rivela un po' succube del micio e del tutto incapace di contenerne l'esuberanza nonché di punirne qualsivoglia eccesso. Questo consente a Garfield di approfittare biecamente del suo padrone e di trattarlo senza il minimo rispetto. I pensieri di Garfield si rivelano spesso veri e propri dialoghi con Jon, ed anche se il padrone non può capirli davvero è sicuramente in grado di intuirli.

Le strisce giornaliere e le tavole domenicali di Garfield sono state pubblicate in Italia, oltre che sui quotidiani, su riviste umoristiche. Garfield approda in Italia sulla rivista Eureka nel 1981 ma trova largo spazio anche su un altra rivista molto vicina al mondo delle comic strip, Comix.

Su Comix Garfield ha trovato ospitalità sin dal primo numero del 7 marzo 1992. 

Non mancano albi monografici dedicati al irriverente gatto creato da Davis. Tra i più recenti Il mondo di Garfield, best seller targato Mondadori che raccoglie una grande mole di vignette di Garfield, purtroppo limitandosi a quelle più recenti.

Come spesso accade, salve sporadiche eccezioni (si pensi al geniale Calvin e Hobbes di Bill Watterson) le strip di successo hanno sempre dato luogo ad un collaterale vasto fenomeno di merchandising, tanto più esteso quanto maggiore è stata la popolarità della striscia.
Per questo il merchandising che ruota intorno a Garfield è uno dei più attivi e variegati. Magliette, adesivi, biglietti d'auguri e qualsiasi prodotto stampabile ma anche pupazzi, pelouches, PC Games e migliaia di altre cose popolano l'universo commerciale di Garfield.

E d'altronde bisogna considerare come Garfield sia dal 2007 presente nel Guinnes dei primati come striscia pubblicata sul maggior numero di quotidiani contemporaneamente, quasi 2600.

Del fumetto esistono anche delle serie animate per la tv realizzate negli anni Ottanta. 

Più di recente, nel 2004, Garfield è approdato sul grande schermo con un lungometraggio animato in computer grafica diretto da Peter Hewitt. Il film intitolato  Garfield - Il film  ha riscosso l'atteso successo dando vita a dei sequel sempre realizzati con l'utilizzo di grafica 3d: Garfield 2 e Garfield - Il supergatto, rispettivamente del 2006 e del 2009.

Non bisogna confondere il gatto Garfield con Isidoro, gatto per molti versi simile sia graficamente che caratterialmente, creato da George Gately.

 

(24/09/2012)

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fumetto:
Garfield
nome originale:
Garfield

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