Totentanz

Totentanz - La danza macabra illustrata da Dino Battaglia

[storia]

Totentanz


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Totentanz è una ballata medioevale che perfettamente si addice allo stile di Dino Battaglia, appena 8 tavole in cui Battaglia recupera fedelmente il concetto di Totentanz (Danza della morte o Danza Macabra), diffuso nella pittura medioevale, per accompagnarci in una favola nera.
Col nome di Totentanz si è soliti designare le raffigurazioni della morte che danza con le anime degli uomini trasportandole verso il suo regno, la morte che non fa alcuna distinzione fra razza, sesso, ceto e religione quando si tratta di accompagnare le anime nel loro ultimo viaggio. Ma Totentanz può essere anche una ballata medioevale, una filastrocca che gioca sul tema della morte e sulla vanità delle ambizioni umane.

In particolare Battaglia si ispira ad un celebre affresco raffigurante una Danza Macabra, ovvero quello presente nella chiesa di San Vigilio, presso Pinzolo, dipinto dal pittore cinquecentesco Simone Baschenis de Averara nel 1539. Questo affresco raffigura tre scheletri che suonano strumenti (uno dei tre rappresenta la Morte con trono e corona), un Cristo in croce ed a seguire un corteo costituito da diciotto coppie intente a danzare, ogni coppia formata da un personaggio vivo e da un morto che lo accompanga nel ballo (e fra queste non mancano ecclesiastici come papi, vescovi e cardinali). L'affresco in questione è famoso anche perché sotto le immagini riporta un poema/filastrocca dedicato alla morte ed in tema con le immagini raffigurate ("Io sont la morte che porto corona/Sonte signora de ognia persona..."). Questo poema viene riutilizzato da Battaglia per scandire l'inesorabile destino che accompagna lo sprovveduto protagonista della storia. Ed in questo modo il fumetto di Battaglia è più volte fedele al titolo che utilizza.

In Totentanz siamo immediatamente trasportati nel vivo della vicenda e troviamo Peter, un pittore di chiese al servizio dell'avaro maestro Annekeen, intento a cercare di derubare il proprio padrone. Colto sul fatto, Peter non esita ad uccidere il suo avaro datore di lavoro e sbarazzarsi del corpo, fantasticando sul suo oro e la sua donna, Marion. Ma le cose non andranno secondo i piani, la moglie non sarà interessata a scappare con lui e la figura dell'avaro tornerà a terrorizzare le sue giornate predicendogli l'impossibilità di godere del denaro e la sua imminente morte.

Come è naturale il crudele pittore non potrà fare altro che unirsi con l'avaro e tante altre povere anime in una tragica danza nell'ultima straordinaria vignetta del fumetto.

Come sempre impeccabile nella realizzazione grafica, questa cupa e nerissma favola morale riesce a ricreare alla perfezione l'impressione lasciata dalle tante raffigurazioni di danze macabre ed a confermare il talento gotico di Battaglia.

Pubblicata la prima volta su linus n. 61 dell'aprile 1970 è stata successivamente riproposta più volte in rivista ed in volume. La prima apparizione in volume si ha in un albo che prende il nome dal racconto, Totentanz edito da Milano Libri nel 1972. Nell'aprile 1984 la storia appare in una versione colorata dalla moglie Laura Battaglia sulla rivista alteralter (anno 11 n. 4). Più di recente il fumetto è stato riproposto nel volume antologico di opere di Dino Battaglia Racconti 2, 12mo volume della collana Le Onde a cura delle Edizioni Di.

Nel 1993 il personaggio di Dylan Dog sarà protagonista di una storia omonima ideata da Sclavi e Marcheselli e disegnata da Giampiero Casertano.

(25/09/2009)

Di seguito alcune delle edizioni pubblicate, in volume o rivista, della storia Totentanz

Collana: Dino Battaglia
Collana: onde
Rivista: linus
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Scheda Tecnica

storia:
Totentanz
data pubblicazione:
1970
pagine:
8

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