L'uomo di carta

L'uomo di Carta (Quattro dita), il western a fumetti per Milo Manara

[storia]

L'uomo di carta


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Con L'uomo di carta, fumetto pubblicato anche col titolo Quattro dita, Milo Manara, indiscusso maestro dell'erotismo a fumetti, si cimenta con il genere western.
L'autore aveva già realizzato dei fumetti ambientati nel lontano Far West (tra gli altri va ricordato il Processo a Custer per la serie La parola alla giuria di Mino Milani pubblicato sul Corriere dei Ragazzi) ma si trattava di opere giovanili e quindi ancora acerbe se non altro nel punto di vista del segno grafico.
Qui invece l'autore è nel pieno della maturità artistica, il tratto è elegante e preciso e personaggi ed ambientazioni sono rappresentate meticolosamente senza tuttavia rendere la tavola pesante o didascalica.

La trama del fumetto è molto semplice.
L'uomo di carta è ambientato in America, più precisamente in Arizona, al tempo della 'colonizzazione' del Far-West e delle guerre contro i nativi americani, gli indiani.
Un arzillo vecchietto, residuato bellico inglese fissato con la guerra, che si porta appresso vecchie uniformi di guerre lontane, si scontra da solo con un plotone di giacche azzurre che dopo averlo deriso gli affidano l'ingrato compito di accompagnare una prigioniera sioux a Fort Laramie, e di consegnarsi insieme a lei alle autorità del forte per essere imprigionati.
Il vecchio dà la sua parola e, data la sua inegrità morale, non può fare a meno di mantenerla, a nulla valendo le proteste del suo accidentale compagno di viaggio (un bel ragazzo biondo che il vecchio incontra poco prima di scontrarsi con l'esercito nordista).
Il ragazzo continua a seguire il vecchio e la giovane ragazza Sioux per un po', pur non avendo alcuna intenzione di recarsi al forte. La sua meta è raggiungere il Maine per ritrovare la sua innamorata, Gwendoline, una giovane ragazza della quale porta con sè una foto che spesso si ferma a rimirare.
Proprio questo atteggiamento gli varrà l'appellativo di 'uomo di carta' da parte dell'affascinante indiana Coniglia Bianca ('se tu ama donna di carta, tu è un uomo di carta!' gli dirà deridendolo la ragazza).
Nonostante il ragazzo continui a guardare la foto della sua bella si comprende chiaramente come stia iniziando a far breccia nel suo cuore Coniglio Bianco (che dopo un bagno nuda in un fiumiciattolo verrà ribattezzata dall'uomo di carta Chiappe al vento). Per questo amore che non ha il coraggio di ammettere neanche a sé stesso, l'uomo non riesce ad allontanarsi davvero dall'indiana e dal 'protettore' della sua virtù, il vecchio soldato inglese.
Al gruppo si unirà in seguito un quarto strambo personaggio, un certo 'reverendo', persona mansueta oltre ogni dire che, a causa di una sorta di maledizione, diventa violento e ferocissimo nei giorni di pioggia.
La strada per raggiungere il forte sarà irta di pericoli e i nostri eroi dovranno vedersela con l'uomo bianco capace di perpetrare orrendi crimini in nome della civiltà.

Il periodo in cui l'unico indiano buono era quello morto è passato, il cinema ha contribuito a riscrivere la storia degli indiani d'America con film coraggiosi come Soldato Blu, dando il giusto peso ai crimini commessi dall'uomo bianco ai danni dei nativi e L'uomo di carta si innesta sullo stesso filone con una rappresentazione delle vicende non banale dove l'esercito americano e i visi pallidi non saranno certamente destinati a fare una gran bella figura.
Nonostante tutto il lieto fine non è previsto e la storia d'amore tra uno yankee ed una sioux non potrà che finire in tragedia.

L'uomo di carta è una delle storie migliori di Milo Manara sia dal punto di vista del disegno, mai così elegante e ricercato nelle ambientazioni (che presentano vaghi riferimenti all'opera di Moebius) come nella rappresentazione dei personaggi, che della storia; un'avventura divertente che combina alla perfezione azione e umorismo, avventura ed impegno, ricostruzione storica ed un pizzico di lieve erotismo.

La storia è stata pubblicata originariamente in Francia per l'editore Darguard nel 1981 e doveva essere il primo di una serie di episodi che non hanno poi visto la luce.
In Italia è stato pubblicato a puntate sulla rivista Pilot a partire dal primo numero del dicembre del 1981. La storia è tuttavia stata riproposta più e più volte sia in rivista che in volume, sia in versione a colori che in bianco e nero.
Il fumetto è quindi di facile reperibilità. Su Skorpio nn. 33/35 del 1988 viene presentato in parte in bianco e nero ed in parte a colori con una colorazione ed una traduzione differente dall'originaria pubblicazione su Pilot. Una riedizione con la stessa colorazione (anche se dai toni più spenti) di Pilot è reperibile sul recente volume L'uomo di carta - L'uomo delle nevi della collana Manara - Le Opere.
La versione in bianco e nero, probabilmente il modo in cui è possibile apprezzare meglio i disegni di Manara, è facilmente reperibile sul volume Storie brevi, costantemente ristampato dalla collana Oscar Mondadori.

Il titolo alternativo Quattro dita, con il quale la storia viene a volte pubblicata, è da riferire all'abitudine del protagonista di ordinare quattro dita di whisky, anche se questo aspetto doveva essere palesato nel secondo episodio del fumetto che non ha mai visto la luce.

(13/09/2009)

Di seguito alcune delle edizioni pubblicate, in volume o rivista, della storia L'uomo di carta

Edizioni in volume
Rivista: Skorpio
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Scheda Tecnica

storia:
L'uomo di carta
data pubblicazione:
1981
pagine:
46

autore:

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