Hagar

Hagar l'Orribile, spassoso vichingo a fumetti di Dik Browne

[fumetto]

Hagar


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Non sono molti i fumetti dedicati ai vichinghi ed ancora meno le strip umoristiche con protagonisti gli antichi guerrieri scandinavi. Non è stata quindi una cattiva idea quella di Dik Browne di colmare questa lacuna con la realizzazione della striscia umoristica Hagar the Horrible, in Italiano Hagar l'Orribile, Agar il vichingo o più semplicemente Hagar, strip che vede protagonisti proprio i guerrieri nordici, ironizzando sulla loro cultura e le loro eroiche gesta ma ironizzando soprattutto sulla società moderna della quale l'antica razza vichinga non può che essere uno specchio deformato.

La striscia, di pubblicazione relativamente recente, ha fatto la sua apparizione sui quotidiani americani nel febbraio 1973. In Italia ha avuto una pubblicazione discontinua. Una delle testate che ha dato più spazio alle strisce di Hagar è stata Comix, rivista dedicata alle strisce a fumetti, che l'ha ospitato sin dal primo numero, nel 1992.

L'ambientazione del fumetto è scandinava e non potrebbe essere altrimenti trattando le gesta dei possenti guerrieri vichinghi; per questo la strip è stata molto apprezzata nel Nord Europa ma è comunque diffusa in tutto il mondo.

I buffi protagonisti, guerrieri vichinghi con frecce infilzate nei grossi elmi ornati da imponenti corna o nei possenti scudi in legno, sempre pronti alla battaglia ed alla conquista di nuovi territori, sono gli attori delle avventure di Hagar the Horrible.
Gran parte delle strip vertono quindi sulle scorribande di Hagar e dei suoi uomini in giro per il Nord Europa ma il fumetto non si sofferma solo sulle eroiche gesta vichinghe indugiando anche sulla vita privata dei protagonisti e sulle loro vicende umane e familiari, in particolare del protagonista Hagar, della moglie, della famiglia e degli amici più stretti.
La strip parte da quelli che sono i luoghi comuni sui guerrieri nordici ma poi inevitabilmente approda a quelli che sono luoghi comuni e difetti tipici dell'uomo moderno, diviso tra famiglia, figli e serate con gli amici a bere birra.
Durante le pause degli scontri con i nemici ed al termine delle razzie i vichinghi di Browne, ed in particolare il loro capo Hagar, sono soliti frequentare vivaci locande dove è possibile gozzovigliare, bere dei buoni boccali di birra e farsi distrarre dalle avvenenti valchirie che servono ai tavoli. Ma ad attendere il ritorno a casa del valoroso guerriero ci sarà sempre, come nel più classico degli stereotipi, l'adorata mogliettina.

Hagar è il nome del protagonista cioè del capo dei vichinghi e, come iconograficamente sono rappresentati i barbari, è un uomo corpulento, rozzo e violento, incline alla guerra e sempre pronto ad allestire campagne per invadere nazioni vicine. Hagar è solito razziare l'Inghilterra ma talvolta rivolge le sue attenzioni verso un altro nemico storico, la Francia.
Una delle occupazioni principali di Hagar è il cibo, quando non è impegnato sul fronte militare in una delle consuete guerre di conquista è facile trovarlo seduto in qualche taverna o al sicuro della propria casa a mangiare l'impossibile.
Sul fronte 'militare' Hagar non ha molto da recriminare a sé stesso riuscendo ad essere un buon capo e condottiero; non porterà sempre i suoi uomini alla vittoria ma, quando in difficoltà, cercherà di uscire dalle sconfitte a testa alta. A destare qualche perplessità sarà più che altro qualcuno dei suoi uomini, in particolare il suo vice, il tonto Eddie lo sfigato, troppo stupido per comandare ma, nonostante questo, il migliore amico di Hagar.
Il suo grido vichingo di incitamento, 'vittoria o morte', porterà spesso le fila vichinghe a disfarsi completamente lasciandolo solo sul campo di battaglia.
Ma è sul fronte familiare che la vita gli riserva qualche amarezza in più.
Tra le mura domestiche è la moglie Helga a comandare, una imponente figura femminile che svolge un comune mestiere di casalinga (cucina, tiene in ordine la casa e accudisce il marito) ma è temuta dagli altri vichinghi quanto e più di Hagar e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, nemmeno dal marito.
Un'altra delusione sono i figli, adolescenti inquieti che, come spesso accade, non riescono ad essere come un genitore vorrebbe. E così il figlio piccolo, Amleto, dimostra un animo sensibile e poetico e nessuna predisposizione per il combattimento mentre la figlia, l'avvenente Honi, una bella ragazza capace di far perdere la testa a più di un valoroso vichingo, contrariamente ad ogni aspettativa, rifugge le mura domestiche e si getta con slancio nell'arte della guerra, affiancando il padre nel saccheggio e nella lotta. 
Nonostante razzie e depredamenti Hagart è spesso in bolletta, non vive in un grande castello ma in una piccola abitazione che spesso ha qualcosa che non va (tetto che perde o altro), una moglie che si lamenta e trova sempre da ridire, come spesso le mogli dei fumetti fanno.
Gli altri membri della famiglia sono due animaletti: Snert, un grazioso cagnolino ed un'ochetta di nome Kvack che viene dalla famiglia accudita quasi come un cane.

La mitologia e le leggende nordiche fanno capolino di tanto in tanto nelle strip. Potrà cosi accadere ai protagonisti del fumetto di incappare in qualche splendida sirena, in foreste magiche ed, ancora più spesso, tra le fauci di temibili draghi. Alle volte i riferimenti saranno specifici a leggende precise come quella del mostro di Loch Ness o all'altrettanto famosa Excalibur, la spada nella roccia che avrebbe consegnato il regno inglese a colui che fosse riuscito ad estrarla.

L'autore, Dik Browne, è morto nel 1989 ma già dall'anno precedente aveva lasciato la strip in mano al figlio, Chris Browne, che ne ha proseguito la realizzazione.

(29/08/2012)

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Scheda Tecnica

fumetto:
Hagar
nome originale:
Hagar the Horrible

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