Cronache del dopobomba

Cronache del dopobomba - Fumetto di Bonvi sul futuro post-nucleare

[storia]

Cronache del dopobomba


Le "Cronache del dopobomba" nascono nel 1973.
Il titolo è un palese riferimento al romanzo omonimo di Philip K. Dick.

Immagine dal fumetto Cronache del dopobomba di BonviBonvi scriveva, in quegli anni, parlando delle sue opere "...CRONACHE DEL DOPOBOMBA, l'unica cosa che il Bonvi si sente di portare aventi. STURMTRUPPEN, alla striscia 1450, è finito. Nick Carter alla 82° storia è finito. Non avevano più niente da dire: entrambi hanno rappresentato un momento, puramente soggettivo e irripetibile, dell'autore. E' finito anche tutto il resto: le storie lunghe, le strisce satiriche, e anche gli ultimi strascichi di quel famoso maggio."

Ed effettivamente le cronache avevano qualcosa in più da dire; o meglio da aggiungere. La sostanza non si allontanava molto da quelle che erano le basi delle Sturmtruppen; ma tutto era diventato più cupo e più cattivo e anche il giudizio finale sull'umanità e le sue sorti era impietoso e atroce.

I protagonisti delle strisce sono i sopreavvissuti ad una non precisata guerra nucleare. Sono pochi e vagano senza meta tra le rovine delle antiche città.
In massima parte si tratta di mutanti e esseri deformi, le poche persone non coinvolte dalle mutazioni vengono spesso additate come mostri e perseguite.
L'umanità è giunta al suo più basso grado di primordialità, e vediamo efferatezze incredibili consumate per i motivi più futili o per la necessità di sopravvivere. Accanto a queste vediamo come i sopravvissuti cerchino di tornare alla banalità dell'esistenza pre-bomba, con i mutanti incollati davanti a delle pseudo-tv o i mutanti-bambini a studiare la storia (la civiltà prima del disastro nucleare). Bonvi non ci risparmia niente fino ad arrivare a descrivere strazianti parti in diretta (concludentisi in stile alien), scene di cannibalismo e laidi vecchiacci che insidiano innocenti bambine (salvo poi farne le spese).
Il fumetto è molto lucido e critico sulla società che descrive, ovviamente metafora della società in cui viviamo, e riprende con toni sempre più cupi quelli che erano i temi già descritti con le sue precedenti opere.

Cronache del dopobomba - lieto evento (Bonvi)
Un padre soddisfatto dal buon esito del parto

L'opera è evidentemente destinata ad un pubblico maturo sia per la crudezza delle situazioni che per i temi trattati. Per questo in Italia è stata a suo tempo rifiutata dagli editori, che l'hanno considerata troppo spinta, ed ha trovato pubblicazione, per la prima volta (nel 1974), in Francia.

Le storie sono solitamente costruite su due tavole con tre o quattro vignette orizzontali anche se ci sono storie di più pagine o con struttura differente (anche vignette piccole o splash page). Si può notare un elevato utilizzo dei retini da parte del'autore.

Grazie a quest'opera Bonvi vinse il Prix International St. Michel al Festival di Angouleme e ottenne alcune proposte di lavoro dal mercato francese (per cui pubblicò tra gli altri Milo Marat).
La pubblicazione in Italia avvenne solo successivamente.

Nel complesso il fumetto è molto originale, intelligente, ben disegnato (lo stile è quello meno realistico delle Sturmtruppen ma più sporco e inquietante) ed è consigliatissimo anche se non per tutti i gusti.

(01/12/2008)

Di seguito alcune delle edizioni pubblicate, in volume o rivista, della storia Cronache del dopobomba

Edizioni in volume
Rivista: Eternauta
Collana: Umori
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