Calvin & Hobbes

Calvin & Hobbes - Fumetto di culto di Bill Watterson

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Calvin & Hobbes


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La straordinaria impronta che Bil Watterson ha lasciato in appena 10 di attivà nel mondo delle strisce a fumetti è ben visibile nel continuo inarrestabile successo delle sua opera, riproposta incessantemente e ristampata in edizioni sempre nuove e più prestigiose.

Il fumetto di Calvin & Hobbes ha coniugato con sapienza ed equilibrio uno stile di disegno molto curato, non sempre riscontrabile nei fumetti in strisce, che bilancia perfettamente stilizzazione e meticolosità, con delle trovate geniali e dei personaggi indimenticabili, creando un universo adorato da moltitudini di fan. Del resto è stata proprio un'esigenza pressante di Watterson quella di lottare per ottenere uno spazio diverso sui quotidiani, un formato che gli consentisse di uscire da quelli che sono i tradizionali limiti grafici delle strisce. Non a caso uno dei fumetti più amati da Watterson è il Little Nemo in Slumberland di Winsor McCay di cui dirà "L'iconografia onirica di Little Nemo rimane ancora stupefacente... ogni tavola è una meraviglia di costruzione e di dettaglio. McCay inventa senza sosta, deforma tutto con ironia, i suoi colori sono sottili, le vedute hanno uno splendore architettonico... nessun altro fumetto è riuscito a mettere a frutto le potenzialità di questo mezzo di comunicazione in maniera così sorprendente". Le capacità grafiche di Watterson sono ben visibili nelle semplici strisce ma esplodono con fragore nelle mirabolanti tavole domenicali. Ed il protagonista della striscia è un bambino dalla forte immaginazione che vive continuamente sogni ad occhi aperti.

Se per quel che riguarda gli aspetti visivi e la sperimentazione sul montaggio la striscia fa suo lo studio dello strepitoso Little Nemo di McCay, l'idea dell'"amico immaginario" visibile solo al bambino può far ricordare ad alcuni la tenera e poetica striscia di Barnaby e Mr. O'Malley di Crockett Johnson. In quel caso gli esseri fantastici che popolavano il fumetto erano visti dallo sguardo innocente e puro di tutti i bambini, mentre quì è il solo Calvin a vedere la piccola tigre di pezza Hobbes in azione. Restano in entrambe le striscie i giochi fra sogno e realtà, i dubbi su quale sia la verità e quale la finzione e soprattutto la scelta per il lettore del lato in cui preferisce collocarsi.

Le strisce di Calvin ruotano intorno alle giornate di un normalissimo bambino di 6 anni, un ragazzino vivace e discolo, con poca voglia di studiare ed una fantasia inarrestabile. Il suo principale compagno di giochi è una tigre di pezza, che lui vede come una tigre in carne e ossa, destinata ad accompagnarlo nelle sue avventure. Come in tutti i grandi fumetti, le vicende narrate hanno spesso diversi livelli di lettura e le problematiche del bambino possono essere agevolmente proiettate nel mondo degli adulti. Mentre altre volte saranno direttamente domande adulte, filosofiche, sociali, politche, economiche, culturali, insomma domande impegnate e impegnative, che il bambino rivolgerà a se stesso o agli adulti. Ma anche prescindendo dalla doppia possibilità di lettura le strisce sono irresistibilmente divertenti, grazie alla genialità di vignette e situazioni, alla vivacità e simpatia dei personaggi ed alla inesauribile vena creativa di Watterson.

Il fumetto di Calvin & Hobbes ha fatto la sua prima apparizione con la striscia del 18 novembre 1985 e si è concluso il 31 dicembre 1995 per volere del suo creatore, nonostante il successo di pubblico ancora grandissimo. In Italia Calvin & Hobbes è stato pubblicato per la prima volta sulle pagine della rivista linus due anni dopo la sua nascita, per la precisione il fumetto fa la sua prima apparizione su linus n. 272 del novembre 1987. Ma in questo albo il fumetto di Calvin & Hobbes non è pubblicato a partire dalla prima striscia, che narra la cattura della simpatica tigre di pezza da parte di Calvin, ospitata solo successivamente sulla rivista. Il fumetto non resterà relegato al solo linus, le strisce di Calvin & Hobbes saranno poi riproposte da numerose riviste di fumetti (fra cui Snoopy, rivista per ragazzi edita da Rizzoli dalla breve vita editoriale, che propone le strisce in una versione colorata) ed anche da quotidiani ed infine raccolte in numerose antologie e volumi editi perlopiù da Comix.

Calvin è dunque un bambino di 6 anni, pestifero e dotato di una fervida immaginazione. Nella prima striscia della serie Calvin cattura una tigre di pezza (grazie ad un panino al tonno), o meglio quella che d'ora in avanti lui vedrà come una tigre reale (e noi insieme a lui, complici bambini nella nostra passione per i fumetti) e tutto il resto del mondo vedrà come una tigre di pezza. Il nome assegnato a questa tigre sarà Hobbes e diventerà il più straordinario compagno di giochi che un bambino possa avere. E' un chiaro ammiccamento al lettore la scelta dei nomi dei due protagonisti da parte di Watterson (chiari riferimenti alle autorevoli figure di Giovanni Calvino e Thomas Hobbes, filosofi e pensatori), a voler sottolineare la destinazione non solo infantile della sua opera. Con un bel gioco di immedesimazione vediamo Hobbes disegnato come una tigre di pezza quando sono presenti i genitori e come una tigre in carne e ossa, flessuosa e plastica, quando il bambino è da solo. Il bambino non mancherà di rinfacciare alla tigre il comportamento opportunista di nascondere la sua natura in presenza degli altri.

Il mondo di Calvin è sotto il dominio della fantasia e la sua capacità di sognare ad occhi aperti fa sì che il piano reale e quello fantastico si intersechino continuamente creando effetti dirompenti a causa della banale visione del mondo degli adulti. Il mondo reale solitamente dura poche vignette lasciando spazio ai mondi che affollano la mente del bambino. Gli innumerevoli viaggi fantastici partoriti dalla mente del piccolo Calvin danno vita ad autentiche saghe ed a personaggi di degno spessore, tutti impersonati da Calvin durante i suoi sogni ad occhi aperti.

La sua vita si alterna fra l'ambiente scolastico, la famiglia e lo svago. Nella prima rirtroviamo l'insofferenza per orari e costrizioni, per maestri e presidi, il pulmino con i bambini, le pause per la merenda, gli scontri con i classici ed immancabili bulli della scuola, gli amici (con cui Calvin dimostra poca sintonia). Ed allora uno dei temi ricorrenti delle strisce di Calvin e Hobbes è il rapporto conflittuale del bambino con la scuola (essendo un bimbo molto "vivace" e poco propenso allo studio), con la maestra, signora Vermoni, con il preside. Il rapporto di attrazione-odio per le ragazze, che si manifesta nel conflitto continuo con la piccola Siusi, probabilmente la sua amica più cara, spesso vittima dei suoi dispetti. Coerentemente con la sua sarcastica opinione sul gentil sesso Calvin fonda, insieme all'inseparabile Hobbes, il club P.A.R.V. "Proibito alle ragazze viscide", peraltro annoverante fra i suoi membri i soli Calvin e Hobbes.

Un bellissimo tema trattato soprattutto nelle prime strisce di Calvin è quello dei mostri sotto il letto o nello sgabuzzino, pronti ad attaccare il piccolo durante le lunghe, interminabili notti. Mostri che non vediamo e di cui ascoltiamo solo le assurde trame e giustificazioni provenire dal buio sotto il letto, mostri irresistibilmente spassosi che Calvin di volta in volta raggira, minaccia o tenta di evitare, magari chiamando in aiuto gli assonnati e frastornati genitori.

E del resto fra i temi trattati non può mancare il conflitto di Calvin con i genitori e contro le "regole" imposte dall'alto, che non vuole accettare: la scuola, i compiti, ordinare la cameretta, mangiare quello che c'è nel piatto e così via... Ogni dettaglio è un'inarrestabile scusa per nuove esilaranti sorprese e proteste (Calvin non vuole mangiare il tacchino: "e se quando muoriamo salta fuori che Dio è un grande pollo?"). Le poche volte in cui il padre e la madre di Calvin riescono a concedersi una serata fuori sono costretti a chiamare Rosalyn, l'unica babysitter ancora disponibile ad occuparsi del piccolo, chiaramente dietro un compenso più che lauto.

Calvin non ha molta affinità con i suoi compagni di scuola, che appaiono raramente con qualche ruolo attivo nelle strisce se si escludono la già citata Siusi, a cui lo lega un rapporto contrastante di attrazione/avversione, ed il bullo della scuola. E nella scuola, ma non solo, si consuma un altro tema ricorrente della striscia, il ruolo del cibo, associato solitamente da Calvin a cose disgustose o inappropriate, col fine di rovinare inevitabilmente l'appetito ai vicini di banco durante la merenda, molto spesso alla piccola Siusi. A casa le recriminazioni sul cibo verteranno piuttosto sull'abitudine di giocare con lo stesso o sul deciso rifiuto di mangiare quanto preparato. Anche la colazione può giocare un ruolo decisivo fra scatole di corn-flakes rese appetibili dal marketing e dai gadget.

Durante i lunghi periodi della giornata che il piccolo Calvin trascorrerà da solo si ritroverà molto spesso ad inventare nuovi giochi con l'amico Hobbes ed a fuggire nel suo mondo di fantasia.Troviamo così i vari personaggi in cui Calvin si immedesima ed in cui si trasforma con meticolosa aderenza al ruolo. Il più affascinante di questi personaggi è l'astronauta Spiff sempre pronto a combattere orribili alieni (che si riveleranno essere di volta in volta la maestra di Calvin, signora Vermoni, il preside, i genitori) in territori selvaggi e ostili, fra crateri, lande deserte, stelle e pianeti. Altri riuscitissimi personaggi sono Stupendoman, personalissima visione del supereroe, o Tracer Bullet, investigatore in stile Bogart con tranch e cappello, destinato a risolvere intrighi noir. Ma Calvin si "trasforma" anche in insetti, animali, dinosauri (un amore viscerale di Calvin è proprio quello per i dinosauri in cui si immedesimerà di frequente nel corso delle sue evasioni mentali, e dando vita a scontri epici, splendidamente disegnati da Watterson).

Oltre ai personaggi ed agli animali in cui si tramuta, talvolta Calvin assume le fattezze degli eventi atmosferici, nuvole e pioggia, sole e vento, oltre ovviamente ai cataclismi ambientali, bufere, tornadi, alluvioni e qualsiasi cosa possa alla fine rimandare alle azioni di Calvin ed ai loro effetti. Del resto talvolta Calvin si limita più semplicemente ad attività più tranquille, come realizza invenzioni geniali, introdurre idee, concetti e soluzioni mai pensate prima, idee che magari lo aiutino nello studio e nello svolgimento delle sue piccole incombenze (ad esempio la creazione di un proprio clone perfetto, ordinato, che fa i compiti, rifà il letto, lasciando sbalorditi amici e genitori).

Ma la fantasia di Calvin esplode anche nel mondo reale, ad esempio quando la neve imbianca la città in cui abita, plasmando splendidi paesaggi innevati ricostruiti magistralmente da Watterson. Infatti in questi casi Calvin può dare vita ad epiche battaglie di neve contro bambini o adulti, lanciarsi in spericolate discese con lo slittino e soprattutto costruire mostruosi, orripilanti ed affascinanti pupazzi di neve, in un inesauribile e caleidoscopica inventiva di situazioni e varianti sul tema. Pupazzi di neve impauriti che si sciolgono al sole, sordide storie di omicidi fra pupazzi di neve, pupazzi deformi, senza testa, stravaganti scherzi della natura, giganti e nani, musei dell'orrore all'aria aperta o creazioni improbabili destinate a colpire l'attenzione dei genitori ed a svuotare le abitazioni del vicinato.

La tigre Hobbes alcune volte sembra rappresentare il grillo parlante della coscienza del bambino, richiamandolo ad eventuali doveri, ma molto più spesso è un semplice compagno di giochi e complice di marachelle, diventando talvolta un vero e proprio aguzzino e vessando il povero Calvin con qualche sopruso dovuto alla sua maggiore forza.

L'estrema dinamicità dei disegni, la capacità di rendere a pieno azioni ed emozioni, contribuisce agli straordinari risultati comici della striscia, coinvolgendo sapientemente il lettore. Dagli assalti della tigre Hobbes a Calvin alle incredibili capriole effettuate sulla neve, ai tuffi dal cielo, ai voli interstellari, ai feroci ed affamatissimi tirannosauri intenti a rincorrere una preda o a lottare in epiche battaglie preistoriche, alle mosche noiose che assaltano indifesi biscotti, è tutto un fiorire di splendide illustrazioni e di tavole costruite con sapienza e dinamismo.

Il fatto che Watterson sia una persona straordinaria lo conferma la sua irremovibile fermezza nel rifiutare ogni forma di merchandising per i suoi personaggi, rinunciando coscientemente ad enormi profitti pur di salvaguardare il senso ed il rilievo culturale della sua opera contro il semplice consumismo. E' di conseguenza evidente come eventuale materiale disponibile nei negozi che ritragga i personaggi di Watterson, con l'eccezione dai volumi a fumetti, sia molto probabilmente frutto di riproduzioni non autorizzate.

Altrettanto notevole la scelta di Watterson di abbandonare il suo personaggio dopo dieci anni di attività, ancora al vertice del successo, per dedicarsi ad altri progetti, più personali e possibilmente senza vincoli, costrizioni o scadenze pressanti. Decisione sofferta ma necessaria per l'autore, che ha però lasciato stupite e incredule folle di ferventi ammiratori.

(13/09/2010)

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